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Roma. Tanti nuovi positivi non si vedevano da più di sei mesi. L’Italia sfonda quota 10mila e torna indietro all’8 maggio, giorno dell’ultimo bollettino con altrettanti nuovi positivi in 24 ore. Ma allora la curva era ormai discendente, mentre i 10.172 casi di ieri, l’1,9% degli oltre 500mila tamponi processati, sono solo l’inizio della quarta ondata che dai Paesi dell’Est e Nord Europa si sta propagando anche in Italia. Lo dice la velocità della curva in crescita: casi raddoppiati in due settimane. Per fortuna non le vittime che, seppure in lieve costante aumento (ieri 72 contro le 63 di quindici giorni fa), non seguono la stessa impennata al rialzo: l’8 maggio a fronte dello stesso numero di nuovi positivi erano il triplo, 224. Frutto della campagna vaccinale che – almeno con la terza dose – sembra aver ingranato la marcia giusta. “Abbiamo superato quota 140.000 nelle ultime 24 ore – ha annunciato il commissario per l’emergenza Francesco Paolo Figliuolo al convegno organizzato dalla Federazione degli ordini dei medici per ringraziare la sanità militare – C’è da fare ancora con gli esitanti, Facciamo circa 19mila prime dosi al giorno. Dobbiamo insistere”.

Le Regioni con più casi

All’impennata dei giorni scorsi in Alto Adige e Friuli Venezia Giulia, si aggiungonole curve in crescita di Lombardia, ieri la Regione con il maggior numero di contagi ( +1858 e 13 vittime) e Veneto ( + 1435), ma anche Lazio, Campania ed Emilia Romagna si avvicinano a quota 1000. E risalgono anche i ricoveri nei reparti ordinari e nelle terapie intensive anche se l’azione dei vaccini riesce ancora a tenere sotto controllo in quasi tutte le Regioni la pressione sugli ospedali con la percentuale di occupazione delle terapie intensive al 5 % e dei reparti ordinari al 7 %.

Verso la zona gialla

Nonostante l’ondata che avanza, ancora per una settimana l’Italia dovrebbe rimanere tutta in bianco. Ormai superata ovunque l’incidenza minima di 50 casi ogni 100.000 abitanti ( primo degli indicatori osservati dall’Istituto superiore di sanità), le tre aree del Paese che rischiano il passaggio in giallo dovrebbero essere salvate da qualche decimale. Il Friuli Venezia Giulia, che ha già sorpassato la soglia critica di occupazione delle terapie intensive ( al 14%) è ancora nei parametri per i ricoveri ordinari. Soglia di terapie intensive al 10 % raggiunta anche nelle Marche dove però i ricoveri ordinari sono al 7 %, mentre nella provincia di Bolzano sia le rianimazioni che i reparti Covid sono a un punto percentuale dalla soglia critica. A questo ritmo, però, è quasi certo che tra una settimana, la mappa dell’Italia tornerà a macchiarsi di giallo. Da qui l’offensiva dei governatori che oggi formalizzeranno al governo la loro proposta: le nuove restrizioni dovranno interessare solo i non vaccinati. Proposta che raccoglie consensi trasversali da destra a sinistra, ultimo quello del segretario del Pd Enrico Letta.

Record di terze dosi

La campagna vaccinale resta l’arma prioritaria nella strategia del governo: quella per il richiamo comincia finalmente a correre ma il governo non intende demordere nel tentativo di erodere lo zoccolo duro dei poco meno di 7 milioni di italiani non ancora vaccinati. “Le prime dosi sono fondamentali – dice il ministro della Salute Roberto Speranza – Continuiamo a farne circa 19mila al giorno: sembra un numero residuale e invece è importante perché ogni singola dose di vaccino in più significa rendere più forte il nostro scudo contro il Covid-19″.

Fonte: Repubblica

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