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ROMA – La crisi dei migranti al confine tra Polonia e Bielorussia, le truppe russe a un passo dall’Ucraina, l’approvvigionamento di gas: sono gli argomenti dell’agenda internazionale che Mario Draghi ha discusso nel colloquio telefonico con Vladimir Putin. Al centro il dossier Kiev. E il premier ha voluto raccomandare: l’Italia e l’Europa si attendono un atteggiamento responsabile della Russia sull’Ucraina. Ma il nodo delle relazioni con la Russia tiene banco anche nella politica interna italiana. L’imbarazzo covava sotto la cenere. Il tweet del presidente della commissione esteri del Senato, il grillino Vito Petrocelli, gran fan di Putin e filorusso dagli albori della sua carriera politica, non è passato inosservato al Nazareno, sede del Pd. E del resto come poteva. Petrocelli rilancia l’attacco a Repubblica di Maria Zakharova, la portavoce del ministro degli Esteri russo Serghej Lavrov, in merito all’editoriale di Maurizio Molinari sulla morsa di Putin sull’Europa, che passa appunto attraverso migranti, Ucraina e forniture di gas.

Tra 5Stelle e Pd si apre un nuovo scontro. In commissione Esteri della Camera i Dem presenteranno una interrogazione a Luigi Di Maio – nella doppia veste di ministro degli Esteri ed esponente pentastellato. La illustrerà Lia Quartapelle a nome del partito: “Il M5S deve essere chiaro e dire se è sulla nostra linea europeista e atlantista. Se sbanda invece, si isola da sé. E inoltre chiediamo al ministero se e come intenda reagire all’attacco a una testata italiana”. Non è l’unica iniziativa. Pina Picierno, eurodeputata dem, ha preparato una interrogazione che sta per raccogliere le firme di altri eurodeputati non solo italiani, in cui si chiede alla Commissione Ue cosa intenda fare in presenza di “un’interferenza gravissima e intimidatoria verso un giornale europeo e italiano e il suo direttore da parte di uno Stato terzo”. Picierno va oltre, chiede le dimissioni di Petrocelli: “È incompatibile con il suo ruolo”.

Per il senatore pentastellato infatti vale quello che scrive Zakharova: l’articolo di Repubblica è “una assurdità deliziosa”. Ma soprattutto twitta Petrocelli: “Può il direttore di Repubblica incrinare i rapporti con la Russia?”. La domanda è retorica, il sottotesto è che ha ragione la funzionaria del Cremlino. Che peraltro non si limita a confutare le tesi sostenute, a rettificare ove ritenga, ma passa alla provocazione: “Lei personalmente dottor Molinari, non ama il gas russo? Molto bene. Ho una grande idea: riscaldi casa con copie di Repubblica“. La Farnesina non ha preso posizione finora. Il presidente della commissione Esteri di Montecitorio, il dem Piero Fassino, s’indigna: “Le parole di Maria Zakharova sono inaccettabili sia nel linguaggio che nei contenuti. Non è nelle prerogative di un funzionario ministeriale esprimere giudizi di censura nei confronti del direttore di un giornale. Il rispetto della libertà di stampa è un principio irrinunciabile”. Ma è in commissione al Senato che ci sarà la prima resa dei conti tra grillini e Pd. Il capogruppo dem Alessandro Alfieri dice: “Quelle di Petrocelli sono dichiarazioni intollerabili”. Di intimidazione al direttore di Repubblica parla anche Luigi Zanda, senatore dem in commissione Esteri.

Fonte: Repubblica

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