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LONDRA. Tra i vari devastanti effetti dell’intervista di Harry e Meghan a Oprah Winfrey, ce n’è uno passato sotto traccia, ma che a lungo termine potrebbe avere numerose e profonde conseguenze: ossia l’“americanizzazione” dei media britannici accompagnata dall’arrivo di quelle che sono state già ribattezzate le prossime “Fox News” del Regno Unito. Ovvero, GB News di Andrew Neil e UK TV dello “squalo” e fresco novantenne Rupert Murdoch. Che rivoluzioneranno, forse per sempre, il panorama informativo britannico e lo stesso Regno Unito.

Ma andiamo con ordine. Innanzitutto, l’ultimo caso più eclatante: l’addio di Piers Morgan, uno dei massimi e più celebri giornalisti britannici, alla rete ITV due giorni fa. Il giorno dopo l’intervista di Harry e Meghan, durante il suo programma Good Morning Britain Morgan ha criticato duramente la duchessa del Sussex, ex attrice americana e pure ex amica del giornalista: nessun commento razzista, ma Morgan ha difeso strenuamente la Regina e soprattutto, in maniera piuttosto accesa, ha accusato Meghan di raccontare una marea di frottole e falsità per raggiungere i suoi scopi. Sino a quel momento, nulla di “strano”: Morgan è celebre per il suo stile provocatorio, accusatorio e pugnace.

Il giorno dopo però cambia tutto. Sempre durante Good Morning Britain, Piers Morgan viene attaccato in diretta da un suo stesso collega, ossia il giornalista di colore, Alex Beresford, che rimprovera al bianco Morgan di aver pregiudizi atroci contro Meghan, di esser stato “diabolico” nei suoi commenti su di lei e di averla tacciata di frottole su argomenti delicatissimi come la salute mentale. Morgan si alza e platealmente abbandona lo studio in diretta. In poche ore l’escalation: 40mila persone su Internet si scatenano e scrivono al garante della televisione britannica Ofcom contro Morgan e i suoi commenti, fioccano critiche ma soprattutto pare che i rappresentanti di Meghan abbiano contattato direttamente Itv per chiedere scuse pubbliche da Morgan sulle sue frasi sulla salute mentale della donna. A quel punto la Rete chiede a Morgan di rendere pubblica ammenda. Ma lui non ci sta e quindi, di lì a breve, ecco l’annuncio del giornalista: “Lascio Itv”. E il giorno dopo: “Non mi rimangio niente, sono libero di criticare chi mi pare, Meghan inclusa. Per togliermi la libertà di parola dovranno passare sul mio corpo”. E via di foto di Winston Churchill sul suo profilo Twitter.

Dopo l’accaduto, Piers Morgan è stato subissato di “nuove offerte di lavoro” ma è molto probabile che diventerà la star di una delle due “Fox News” che faranno il debutto in onda in Regno Unito nei prossimi mesi: GB News e UK TV. Il semplice fatto che siano ben due le reti di questo tipo ai blocchi di partenza fa capire quanto due mostri sacri come Rupert Murdoch e l’ex leggenda giornalistica della Bbc Andrew Neil credano che ci sia enorme e fertile spazio “a destra” di un ecosistema mediatico in Regno Unito dove sono sempre più influenti e inflessibili il “politically correct” e quello che i critici chiamano “movimento woke”, ossia una ultrasensibilità sui temi razziali, sociali e delle minoranze che secondo loro è deleteria in quanto limitativa della libertà di parola e prona alla cosiddetta “cancel culture”, alla “riscrittura della storia” in chiave anti-razzista e quindi anche all’“abbattimento di statue” che abbiamo visto quest’estate segnata dalle proteste di Black Lives Matter.

Nelle ultime ore, tra l’altro, c’è stato anche un terremoto tra gli editori britannici con il presidente della loro associazione Ian Murray che si è dimesso clamorosamente: Murray aveva pubblicato un comunicato in cui difendeva i tabloid dalle accuse di razzismo di Harry e Meghan, cosa che aveva innescato le critiche delle direttrici del Financial Times e del Guardian, Roula Khalaf e Katharine Viner, che invece esigevano un momento di “riflessione sul nostro lavoro”.

In un tale contesto secondo loro di “(auto)censura dilagante”, è palese che GB News e UK TV si presenteranno al pubblico britannico come gli ultimi baluardi della libertà di espressione, l’ultima isola felice del free speech senza fronzoli e senza limiti, l’ultima strillata speranza “contro l’ingessatura inesorabile dei media mainstream”. Insomma, GB News e UK TV (e il probabile arrivo di Piers Morgan in una delle due) si qualificheranno come un “porto franco dell’informazione”, squarceranno a destra tutto il formale e cauto politically correct e gli equilibrismi della Bbc e gli altri media principali, e dunque rivoluzioneranno profondamente, anche in chiave americanizzante e alla “Fox News” negli Usa, lo scenario dell’informazione britannica. E, c’è da scommetterci, anche la società britannica e il suo celebre “understatement”.

Fonte: Repubblica

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