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Affamato, infreddolito, rasato in testa e provato da una nottata passata al gelo e senza un materasso. Così è apparso ieri sera davanti ai giudici Gasser Abdel Razek, direttore generale dell’ong Iniziativa egiziana per i diritti della persona (Eipr), arrestato il 20 novembre al Cairo.

Abdel Razek, uno dei più importanti difensori dei diritti umani in Egitto, è stato trasferito nella prigione di Tora e posto in isolamento, in una cella gelida, senza ricevere vestiti caldi né un materasso, denuncia Amnesty International.

“L’Eipr documenta e contrasta da 18 anni le violazioni dei diritti umani in Egitto e i suoi dirigenti ora ne stanno pagando un durissimo prezzo”, ha dichiarato Philip Luther, direttore delle ricerche sul Medio Oriente e sull’Africa del Nord di Amnesty International.

Lo stesso giorno, le autorità giudiziarie hanno aggiunto alla “lista dei terroristi”, con validità di cinque anni, il fondatore del Centro “Adalah” per i diritti e le libertà Mohamed al-Baqer, l’attivista e blogger Alaa Abdel Fatah e alcuni esponenti politici di opposizione, senza incriminarli formalmente di alcun reato e senza dar loro la possibilità di contestare le presunte prove.

Le autorità egiziane usano regolarmente infondate accuse di “terrorismo” per imprigionare difensori dei diritti umani e tenerli in carcere senza processo, rinnovando via via la detenzione preventiva: è ciò che succede da oltre nove mesi allo studente dell’università di Bologna ed ex collaboratore dell’Eipr Patrick Zaky, e che potrebbe succedere anche a Karim Ennarah e Mohamed Basheer, altri due dirigenti dell’Eipr arrestati tra il 15 e il 19 novembre come atto di rappresaglia per aver incontrato una delegazione di rappresentanti diplomatici di stati occidentali.
Dalla Farnesina è trapelata oggi la notizia che l’ambasciatore italiano Giampaolo Cantini ha espresso all’Egitto preoccupazione per l’arresto così come per la detenzione di Zaky: l’intervento italiano arriva ultimo dopo quello dei rappresentanti dei Paesi principali presenti all’incontro all’EIPR.

Fonte: Repubblica

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