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IL CAIRO – Un predatore seriale egiziano è stato condannato a tre anni di prigione per molestie e stalking da un tribunale del Cairo. È la prima condanna in un caso legato al movimento contro le violenze sessuali sulle donne #MeToo nel Paese più popoloso del mondo arabo. Lui si chiama Ahmed Bassam Zaki, ha 20 anni ed è un ex studente dell’università americana della capitale, rampollo di una famiglia ricca e ben connessa. Abz, come lo hanno chiamato le attiviste, dovrà rispondere anche delle accuse di stupro e tentato stupro in un secondo processo, che si aprirà il 9 gennaio.

“Congratulazioni a tutte le donne che pensavano che sarebbe stato meglio rimanere zitte. Non dimenticate che aspettiamo un’altra decisione della corte il 9 gennaio: quella per stupro”, hanno scritto le attiviste di Assault Police su Instagram, le stesse che a luglio si unirono sui social per spronare chiunque fosse a conoscenza di fatti che riguardavano Zaki a farsi avanti, con la garanzia dell’anonimato e della protezione.

Il tribunale per gli affari economici, incaricato dei reati legati al digitale, lo ha condannato “a tre anni di carcere, ritenendolo colpevole di molestie sessuali ai danni di due donne, per telefono, inviando foto di natura sessuale a una di loro e contattando ripetutamente l’altra senza il suo consenso”, riferiscono fonti giudiziarie.

Il caso è esploso lo scorso primo luglio quando l’account Instagram della Polizia ha pubblicato decine di testimonianze che accusavano Zaki di essere un predatore sessuale. Provenienti principalmente da ex compagni, i racconti – con screenshot a supporto – descrivevano scene di ricatti sessuali, aggressioni e stupri. Arrestato il 4 luglio, l’ex studente ha confessato di aver aggredito e ricattato sei donne, compresa una minore.

Su Instagram poco prima del suo arresto è stato creato il profilo “Assault police”, su cui le attiviste chiedevano alle donne coinvolte di non avere paura e di uscire allo scoperto, assicurando loro assistenza legale, protezione e anonimato. “Ahmed Bassam Zaki è un predatore sessuale che ha abusato di un numero scioccante di donne e ragazze minorenni in tutto l’Egitto, da 5 anni ormai, senza alcuna conseguenza per le sue azioni”, si legge nel primo post del profilo. “Ha umiliato e ricattato le sue vittime. Insieme possiamo raccogliere un ampio database di prove delle sue molestie. Più di 100 ragazze hanno fornito prove del fatto che Ahmed Bassam Zaki le ha molestate online o nella vita reale. È avvenuto in prestigiose istituzioni”, e a cascata tutte le scuole e università dove Abz  aveva studiato.

Zaki le attirava con l’inganno, facendo poi pressione per ottenere foto intime con cui le ricattava a scopo sessuale.  Le violenze di genere e sessuali sono un problema radicato in Egitto, spesso falsamente percepito come legato a contesti di povertà. Le vittime devono anche combattere la cultura patriarcale e conservatrice che collega la condotta sessuale femminile alla reputazione della famiglia.

Fonte: Repubblica

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