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Come per le presidenziali dello scorso dicembre, anche nella tornata elettorale di oggi rischia di essere decisivo un cantante folk. L’ultranazionalista Miroslav Skoro sarà il vero ago della bilancia delle legislative in Croazia. Urne aperte dalle 7 di questa mattina fino alle 19 di stasera nel Paese balcanico: 3,8 milioni di croati sono chiamati a scegliere i 151 membri del nuovo Sabor, il Parlamento di Zagabria. 

Secondo gli ultimi sondaggi, sarà un testa a testa tra le due principali forze politiche: i conservatori del premier uscente Andrej Plenkovic (Hdz, Unione democratica croata) e l’ampia coalizione di centrosinistra “Restart” guidata dal socialdemocratico Davor Bernardic: 55 seggi per i primi, 56 per i secondi. Terzo incomodo sarà proprio Skoro e il suo nuovo partito di estrema destra, Domovinski Pokret (Movimento per la patria) dato al 13%, che già alle scorse presidenziali, tra dicembre 2019 e gennaio 2020, aveva ottenuto correndo da indipendente un quarto dei voti totali. 

Visti i numeri, molti osservatori vedono come scenario più realistico un’alleanza proprio tra i conservatori e gli estremisti di Skoro, spostando così ancora più a destra l’Hdz al governo del Paese. Difficile, invece, una grande coalizione dopo il voto tra conservatori e riformisti per riconfermare Plenkovic al suo posto: dall’indipendenza sarebbe una prima volta assoluta. 

Inizialmente previste in autunno, l’Hdz aveva deciso a maggio di sciogliere il Parlamento e indire le elezioni già in estate: una mossa del premier Plenkovic per capitalizzare in termini di consenso quanto fatto durante l’emergenza coronavirus. Finora nel Paese si registrano 3.094 casi totali e 113 morti. Numeri bassi, ma a preoccupare ora è il possibile arrivo di una seconda ondata: ieri si sono registrati 86 nuovi contagi, uno degli aumenti più alti dall’inizio dell’epidemia. 

Forte della rielezione a marzo alla presidenza dell’Hdz – il partito fondato nel 1989 da Franjo Tudman, primo presidente della Croazia indipendente – Plenkovic, premier conservatore dal 2016, cerca di riconfermarsi alla guida del Paese. Completano lo schieramento, a destra, la formazione sovranista del cantante Skoro – pro aborto, sostenitore di una riforma verso un presidenzialismo più spinto e che nelle sue canzoni e nei suoi concerti non si vergogna a rievocare i vecchi slogan fascisti degli Ustascia – e Most, già alleato in passato con l’Hdz. Cinque, invece, le liste che formano “Restart”, coalizione progressista guidata dai socialdemocratici del fisico Davor Bernardic, leader dell’Sdp. Tra i punti principali del loro programma di governo: aumento del salario minimo, lotta alla corruzione e maggiore decentralizzazione. 

Primi exit poll subito dopo la chiusura delle urne, questa sera alle 19, per vedere chi sarà riuscito a superare la soglia di sbarramento del 5%. In tutto sono 151 i deputati da eleggere, compresi gli 8 delle minoranze (tra cui anche quella italiana) e i 3 della diaspora croata all’estero.

Fonte: Repubblica

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