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NEW YORK – Un duello a distanza, ma nello stesso orario. Donald Trump e Joe Biden hanno incrociato le spade in tv – il primo sulla Nbc, il secondo su Abc – con la formula del forum Townhall (un moderatore e domande da un pubblico selezionato), quasi un surrogato del dibattito ‘in presenza’ cancellato per motivi sanitari dopo che il presidente Usa aveva contratto il Covid-19.

Da una parte, The Donald, combattivo ma meno aggressivo del solito, evasivo su un paio di punti caldi (Covid e tasse), alla fine quasi stanco o rassegnato. Dal lato opposto ‘Sleepy Joe’ (il nomignolo con cui lo deride Trump), più a suo agio dell’altra volta, con toni presidenziali studiati e senza gaffe (per cui è famoso).

Fossimo su un ring, Biden avrebbe vinto ai punti. Trump, a Miami, incalzato da Savanna Guthrie – la anchor della Nbc (conduce ogni giorno il popolare talkshow Today) – con domande precise e chiedendo risposte puntuali, è apparso più di una volta poco pronto, forse per la troppa abitudine alle interviste compiacenti di Fox News. Ha ripetuto cose non vere sulla pandemia, ha ribadito il suo scetticismo sulle mascherine, ha rimproverato il direttore del Fbi (scelto da lui) non ha voluto prendere le distanze dal gruppo complottista di estrema destra QAnon (i cui militanti lo venerano), è restato ambiguo sul fatto se accetterà o meno una eventuale sconfitta elettorale. 

“Quando è risultato negativo l’ultima volta al test anti-Covid prima del primo dibattito con Biden?”. Già dalla prima domanda è apparso in difficoltà”, rispondendo con un “non ricordo, forse il giorno prima”; per poi aggiungere un po’ sprezzante “comunque io sono il presidente devo incontrare la gente e non posso restare chiuso in un seminterrato” (riferimento al ‘basement’ dove si è rinchiuso Biden nei momenti più critici della pandemia). Poi, mentre nell’altro schermo ‘Sleepy Joe’ lo accusava di non fare niente per contenere la diffusione dei contagi, il presidente ha risposto che anche “l’85 per cento delle persone che indossano la mascherina si becca il coronavirus”. Quanto a QAnon “non li conosco, non so niente di loro”, con la Guthrie a ricordargli come abbia spesso e volentieri rilanciato le loro teorie del complotto: “lei è il presidente, non uno zio pazzo qualunque”. 

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In difficoltà anche sulle tasse (“i numeri sono sbagliati e comunque il fisco mi ha trattato molto male”) ha avuto il suo momento clou quando una sua elettrice, prima della domanda, si è lasciata andare ad un “lei è così bello quando sorride”, che ha fatto sorridere presidente, pubblico e moderatrice. Mai in tv The Donald era apparso così in difficoltà, tanto che il suo capo della comunicazione, Tim Murtaugh, ha accusato Savannah Guthrie di aver “dibattuto contro il presidente”. La poderosa macchina di propaganda della Casa Bianca ha inondato i ‘social network’ e i siti amici di comunicati e tweet (“il presidente ha battuto l’anchor della Nbc nel suo ruolo di oppositrice e di surrogato di Biden”). Facendola diventare suo malgrado l’eroina dei democratici.
   
In diretta sulla Abc da Philadelphia (città chiave in uno Stato-chiave come la Pennsylvania), Joe Biden ha mostrato una calma serafica di fronte alle domande di un vecchio lupo di mare del giornalismo televisivo come George Stephanoupolos. Anche se a volte è stato vago, ha riconosciuto che è stato un suo errore aver sostenuto un disegno di legge del 1994 che ha portato ad un aumento della prigionia dei neri e ha evitato ancora una volta (“aspettiamo le elezioni”) una chiara posizione su ‘pack the Court’ (aumentare il numero dei giudici della Corte Suprema), cosa che gli chiede con insistenza la sinistra radicale. Ha parlato molto di economia e del sistema sanitario, con un occhio rivolto alla fasce più povere della popolazione, ai neri, agli anziani. Quelli che potrebbero essere decisivi per portarlo alla Casa Bianca. 

 

Fonte: Repubblica

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