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132740403 8769bb9a 7952 494d 92ee f8af1f8dd783 - Emergenza aviaria, in India sacrificate decine di migliaia di galline e anatre

BANGKOK – L’allarme è suonato a fine dicembre, quando migliaia di uccelli e soprattutto polli e anatre hanno iniziato a morire nello stato meridionale del Kerala, seguiti da una strage di volatili migratori trovati senza vita in molte aree dell’Himachal Pradesh nel lontano nord dell’India. Poi fu la volta dei corvi in Rajasthan e Madhya Pradesh con ulteriori casi in altri due Stati.

In gran parte dei campioni è stato rilevato il virus di una nuova epidemia di influenza aviaria, considerata responsabile del fenomeno che sta interessando altri stati asiatici come Giappone e Corea del sud ma anche la lontana Europa.

Gli Stati indiani colpiti hanno iniziato a uccidere e sotterrare decine di migliaia di galline e anatre. Già impegnato a combattere faticosamente la pandemia da Covid 19, che porta sintomi iniziali analoghi a quelli dell’aviaria, il governo di Delhi è subito entrato in allerta nel timore di una nuova emergenza sanitaria difficile da gestire e ha chiesto come “misura fondamentale” – ai sei stati dove sono partiti i primi focolai di segnalare –  di monitorare “qualsiasi morte insolita tra gli uccelli e il pollame” e iniziare subito i controlli sulla popolazione umana, anche se finora non ci sono stati contagi.

L’influenza aviaria – attribuita principalmente a uccelli stagionali come le anatre selvatiche giunte da regioni lontane – affligge il pollame da decenni. Il primo “balzo” del virus sugli umani avvenne nel ’97. Da allora ha fatto poco più di 600 vittime sull’intero pianeta anche se , dopo essere stato contenuto, è riemerso più volte. Il prezzo per evitare la sua diffusione – potenzialmente più letale del Covid – è stato un olocausto di milioni di bipedi, soprattutto in Asia ma anche in Occidente.

Il ceppo chiamato col termine di H5N1 (oggi N8), uccide il 60 per cento delle persone che lo contraggono, tuttavia, secondo le ricerche dell’Oms, le persone che in passato sono state contagiate erano state tutte a stretto contatto con uccelli malati, vivi o morti. Per ora, una prova certa della trasmissione da uomo a uomo non è stata ancora rilevata.

Una notizia confortante che però non tiene conto dei numerosi casi di contagi sospetti nelle famiglie delle vittime e della possibilità di un suo avvenuto potenziamento o trasformazione sconosciuta.

La nuova emergenza per ora ha provocato un crollo dei prezzi dei mercati di tutti i prodotti legati all’allevamento e alla vendita di galline, tacchini e anatre, compreso il mangime usato per l’alimentazione. Il numero più alto di morti è stato registrato a Panchkula in Haryana, non distante da Delhi: 400mila volatili da cortile negli ultimi 20 giorni.  Il governo centrale ha inviato un team di ispettori anche nei distretti colpiti migliaia di km più a sud, specialmente Alappuzha e Kottayam nello stato del Kerala, dove sono morte più di 1700 anatre in vari allevamenti. Le autorità statali hanno vietato ovunque la vendita di carne e uova di uccelli, ricompensando gli agricoltori per l’abbattimento e il sotterramento dei loro capi.

Il Madhya Pradesh ha già bloccato il trasporto di pollame da altri stati e imposto per 7 giorni la chiusura delle rivendite nel raggio di 1 km dalle aree colpite attorno alla grande città di Indore e Neemuch, dove tre giorni fa sono stati trovati 40 corvi morti per “cause ancora in accertamento”. In uno degli stati più poveri dell’India, il Jharkhand, il dipartimento di zootecnia ha prelevato, per studiarli, 700 campioni di pollame dopo che quattro corvi sono stati trovati morti in un parco di Jamshedpur.

Il virus nel frattempo ha già fatto il giro del mondo toccando 14 paesi, 10 europei e tre in Asia, a cominciare dal Laos dove è comparso già nell’ottobre scorso. Oltre ai 6 stati dell’India sono in allerta il 20 per cento delle Prefetture del Giappone, dove il virus scoperto in fattorie distanti tra loro ha costretto le autorità a sotterrare decine di migliaia di polli. La Corea del Sud ha confermato ieri che il ceppo scoperto nei campioni di uccelli selvatici delle province a ovest della capitale Seoul è di tipo HN58, altamente patogeno. Le fattorie colpite sono state messe in quarantena e ogni provincia preleverà campioni per il data base dell’emergenza.

L’Organizzazione mondiale della Sanità ha invitato governi e cittadini a “essere vigilanti” anche se il contagio è limitato ancora a “casi isolati”. Ha anche dichiarato che si possono “mangiare pollame e selvaggina adeguatamente preparati e cotti”, ma nonostante le rassicurazioni, il timore del nuovo virus trasportato in inverno da uccelli che coprono enormi distanze, sta provocando nelle regioni asiatiche colpite una drastica riduzione del consumo di uova e polli,  alla base dell’alimentazione di vaste popolazioni.

Fonte: Repubblica

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