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143403510 0ceb06ee 44ba 4b87 9c5a c7add8cd4ebd - Facebook, Twitter e YouTube cancellano un esercito di falsi account di propaganda "made in China"

PECHINO. Oltre trecentocinquanta account fake attivi sui social per spingere la propaganda pro-Pechino. Obiettivo: delegittimare l’Occidente e rafforzare l’influenza e l’immagine della Cina all’estero. Sono le conclusioni dello studio del Centre for Information Resilience, pubblicato questa mattina dalla Bbc. 

Facebook, Twitter, Instagram e YouTube: qui operava questo esercito di troll “made in China”. Account con foto-profilo false, generate dall’intelligenza artificiale. Tutti social network, peraltro, inaccessibili nel Paese del Dragone, vista la Grande muraglia digitale che la Cina ha eretto in questi anni per “proteggere” il web. 

Anche se non ci sono prove che la rete dei “disturbatori” sia legata direttamente al governo cinese, i ricercatori del Cir sostengono che assomiglia a quelle già smantellate in passato da Facebook e Twitter. 

Stati Uniti e Xinjiang i due argomenti principali di quasi tutti i post. Una narrazione che dipinge l’America come un cattivo esempio in materia di diritti umani: vedi la morte di George Floyd e le discriminazioni contro gli asiatici. Bollando come “bugie fabbricate dagli Usa e dall’Occidente” gli abusi nei confronti degli uiguri, la minoranza musulmana che vive proprio nel Xinjiang, all’estremo nord-ovest della Cina, e dove secondo molte inchieste internazionali Pechino ha recluso almeno un milione di persone in “campi di rieducazione”. 

“Delegittimare l’Occidente e amplificare la narrazione pro-cinese: questo l’obiettivo della rete”, sostiene Benjamin Strick, l’autore del rapporto. Secondo il quale, molti dei profili falsi utilizzavano foto generate dall’intelligenza artificiale, fenomeno diventato sempre più comune nelle varie campagne di disinformazione in tutto il mondo. Spesso – continua lo studio – su YouTube account che erano rimasti dormienti per anni (magari hackerati) hanno poi tutto d’un tratto ripreso a condividere contenuti delle varie emittenti di Stato cinesi. 

Dopo aver condiviso le conclusioni dello studio con i vari social interessati, Facebook, Twitter e YouTube hanno fatto sapere di aver già cancellato gli account fake. 

Fonte: Repubblica

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