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formentera da isola di feste e gossip alla crisi del turismo - Formentera, da isola di feste e gossip alla crisi del turismo

Era La Isla che più di tutte parlava italiano, Formentera. Nell’estate del post Covid invece non è così e la lingua del Belpaese non è più quella predominante. «Gli spagnoli e i francesi sono in aumento. Il numero degli italiani, per i dati che ho io, è calato in modo drastico», spiega Fabio Molino, che da quindici anni cura le pubbliche relazioni e gestisce ogni tipo di servizio sull’isola. Niente calciatori, ancora impegnati in campo, e pochi personaggi dello spettacolo, ma soprattutto un numero ridottissimo di persone dall’Italia. Con pesanti conseguenze a livello economico per i lavoratori del posto. «Il turismo italiano è quello più importante, lo riconoscono anche gli abitanti locali. Noi ci stiamo salvando, ma stimiamo di avere una perdita del 70% rispetto all’anno scorso», racconta Matteo Martelli, proprietario de ‘A Mi Manera’, ristorante che si trova sia a Formentera che a Ibiza e che gestisce insieme al socio Marco De Micheli. «Abbiamo ampi spazi all’aria aperta e la gente si fida, siamo fortunati e stiamo risorgendo dopo mesi difficili». Le perdite sono tante anche per Francesco Sassi di ‘Ugly Box’ a Es Pujol, la zona più frequentata dai ragazzi. «Abbiamo un incasso che è inferiore dell’85%. Inoltre credo che non sia il massimo, a livello sanitario, far abbassare le serrande a tutti alla stessa ora: così facendo tante persone si alzano insieme e si radunano in spiaggia». C’è anche chi vede il bicchiere mezzo pieno, perché ricorda che «ad aprile non pensavo più di aprire». A parlare è Enrico Gagliardo, il cui locale ‘Al Dente’ è stato inaugurato pochi mesi fa. «Ho cinque dipendenti e riesco a mantenerli, ma dovessero chiudere di nuovo gli aeroporti nel nostro paese – dice con rammarico – devo chiudere».

La principale ragione del mancato afflusso è la legittima – e rispettabile – paura delle persone, che si sentono più sicure nel proprio paese. Anche se Formentera «è uno dei posti più sicuri al mondo», assicura Davide, proprietario del ‘Rigatoni’, vera istituzione del posto. «Questa è la prima isola a essere passata nella fase 2. Possiamo contare sulle dita di una mano i casi di Coronavirus che abbiamo registrato. Inoltre qui non c’è un’unita intensiva, dunque appena si rintraccia un positivo viene mandato subito a Ibiza».

Così mentre in altre zone della Spagna continentale la situazione torna a essere delicata, a Formentera si respira tranquillità. Al momento il pericolo sembra essere molto a largo dalle acque cristalline dell’isola. Dove le norme vengono fatte rispettare con rigidità in conformità con la linea di prudenza adottata dalle istituzioni delle Baleari. La mascherina viene fatta indossare ovunque, anche nelle passerelle che portano alle spiagge. «Mi raccomando tenetela sempre, ieri sono venuti in sette a controllarmi», raccomanda ai suoi clienti Pablo del Chiringuito di Migjorn. I locali hanno una capienza limitata, ci sono in terra percorsi diversi e non si entra nei negozi senza aver messo il gel sulle mani. È un’altra Formentera rispetto agli anni scorsi.

«Io vivo qui, dove è anche nato mio figlio. Nessuno – aggiunge Davide del ‘Rigatoni’ – vedrà mai l’isola bella così come quest’anno, neanche le vecchie generazioni del posto. Sto vedendo delfini saltare, tartarughe giganti a un metro dalla riva e anatroccoli camminare in fila indiana. E poi il mare è super pulito anche perché per tre mesi non si è mossa alcuna barca. È un’ottima stagione per rilassarsi, i ritmi sono più vivibili». Lo conferma anche Fabio Molino: «La mia occupazione è cambiata radicalmente. Da una parte in bene perché mi godo più il paesaggio, cosa impossibile con i frenetici tempi del passato. In male perché senza gli italiani e con meno serate ed eventi da organizzare il ritorno economico è chiaramente inferiore. Ma per agosto – continua – i prospetti sono positivi. Ci aspettiamo molte presenze in più». Dello stesso avviso sono gli albergatori, che fanno sapere di aver ricevuto un boom di prenotazioni nelle ultime due settimane. Qualche disdetta dell’ultimo minuto dicono sia da mettere sempre in conto, in attesa di mettersi alle spalle l’emergenza sanitaria per far tornare La Isla a parlare italiano.

Fonte: Repubblica

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