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PARIGI. Rendere obbligatoria la vaccinazione in modo da sconfiggere del tutto la pandemia. E’ la raccomandazione dell’Accademia nazionale di Medicina francese che rilancia un dibattito molto acceso Oltralpe. Dall’inizio della campagna di vaccinazione il governo ha sempre risposto di non voler instaurare nessun obbligo, neanche per le professioni più a rischio come medici e infermieri. Una posizione giustificata sia da un’iniziale reticenza nella corsa all’immunità in Francia da parte di alcune categorie, come appunto il personale medico che per un terzo non è ancora vaccinato. L’altro motivo della riluttanza del governo a imporre il siero per tutti era la mancanza di dosi fino a qualche settimana.

 
Ora la penuria di produzione è stata superata, tanto che da questa settimana il governo ha annunciato che la vaccinazione è aperta a tutti, senza più distinzioni di età o patologie, in anticipo di 15 giorni sul cronoprogramma. Trovare un appuntamento attraverso le varie piattaforme è diventato facile e rapido, tanto che molti giovani sono già vaccinati. Il ragionamento dell’Accademia di Medicina è insomma di spingere per un’accelerazione finale, costringendo i più reticenti, ma anche bambini e adolescenti che a settembre dovrebbero ricominciare una vita più possibile normale. “E’ l’unico modo per ottenere un’immunità collettiva sufficiente per controllare l’epidemia”, scrivono gli studiosi dell’organo indipendente che esprime pareri non vincolanti per il governo. L’Accademia ricorda che “con un tasso di efficacia dal 90% al 95% contro le forme gravi di Covid, i vaccini attualmente approvati in Francia riempiono le condizioni che rendono possibile il ricorso all’obbligo vaccinale” come accade per altre malattie. Qualche anno fa, il governo ha già reso obbligatori 11 vaccini per i bambini, una legge simile a quella approvata in Italia.

  
Secondo gli esperti per evitare il rischio di una quarta ondata bisognerebbe arrivare al 90% della popolazione adulta vaccinata entro l’estate. Un traguardo che sembra lontano, prosegue l’Accademia, visto che circa un 30% della popolazione ancora dubita o è chiaramente ostile. L’istituzione raccomanda di introdurre un obbligo graduale, cominciando dalle categorie più esposte come personale medico, insegnanti, polizia e pubblica amministrazione in generale, commessi e cassieri di supermercati, per poi passare agli studenti in vista dell’inizio dell’anno accademico 2021. Finora il governo continua a opporsi a un obbligo tout court del vaccino, nel timore di non riuscire ad applicare e di creare resistenze ancora più forti. Anche per il nuovo “pass sanitario” che entrerà in vigore a giugno, un codice a barre che permetterà di partecipare a raduni e attività collettive, non è stato previsto esclusivamente il certificato vaccinale. Sarà anche possibile ottenere il “pass” con un semplice tampone negativo. 

Fonte: Repubblica

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