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PARIGI – “Il ritorno alla normalità non sarà per domani ma abbiamo i mezzi per vincere contro il virus”. Emmanuel Macron annuncia in diretta tv un percorso a tappe per l’uscita dal lockdown cominciato quasi un mese fa. La Francia, che oggi è l’equivalente di una immensa zona rossa, diventerà qualcosa di simile alle nostre zone arancioni: i negozi potranno riaprire ma non bar e ristoranti, e resteranno le restrizioni alla mobilità. “Dobbiamo continuare i nostri sforzi ancora per qualche settimana”. Per Natale ci sarà una seconda tappa con altre deroghe, in particolare per cinema, teatri, musei, e saranno autorizzati gli spostamenti tra regioni. Solo a metà gennaio dovrebbero poter riaprire palestre e ristoranti.

Un lockdown “adattato”
Macron lo chiama così. Continua l’obbligo di autocertificazione per uscire, l’invito a restare a casa il più possibile e a privilegiare il telelavoro. L’ora d’aria viene aumentata a tre ore e ci si può spostare fino a 20 chilometri dal domicilio rispetto al limite di oggi a 1 chilometro. Da sabato potranno riaprire anche i negozi detti “non essenziali”, con orari aumentati fino a sera per evitare ressa e un protocollo più restrittivo: la capienza sarà di un cliente ogni 8 metri quadrati. 

Numeri migliori del previsto
“I vostri sforzi hanno dato risultati” dice Macron che aveva previsto fino a 9mila pazienti ricoverati in terapia intensiva a metà novembre. Il massimo di questa seconda ondata è arrivato invece fino a 4.500 pazienti. “Temevamo numeri ancora peggiori” sottolinea ora il Presidente. “Il picco è passato” aggiunte. I contagi sono in costante calo, con una media di 20mila casi quotidiani la settimana scorsa. L’ultimo bollettino parla di 9155 nuovi casi. Il picco al livello degli ospedali è stato raggiunto il 16 novembre. Il numero di ricoverati (30mila) e dei pazienti in terapia intensiva (4200) è in lenta diminuzione. Resta comunque alto il numero dei morti (458 decessi nelle ultime ventiquattro ore). Anche la Francia ha superato la soglia di 50mila vittime Covid.

La vita culturale
Dal 15 dicembre potranno accogliere di nuovo pubblico i cinema, i teatri e i musei ma solo, ha avvertito Macron, se sarà raggiunto l’obiettivo di 5mila contagi quotidiani e 2500 pazienti in rianimazione. “La cultura è essenziale per la nostra vita di cittadini” ha detto il leader francese. A quel punto potrà essere tolta l’autocertificazione e il limiti alla mobilità su tutto il territorio. Resterà però il coprifuoco dalle 21 alle 7 su cui dovrà essere adattata anche la programmazione dei luoghi culturali.

Un Natale diverso
Se tutto andrà come previsto, spiega Macron, si potrà “tirare un sospiro di sollievo e ritrovarsi in famiglia ma non sarà un Natale come gli altri”. Il presidente non ha precisato un limite di persone ma ha lanciato un appello al buon senso per evitare di essere troppi negli spazi chiusi. “Dobbiamo fare tutto per evitare una terza ondata e un altro lockdown”, ha avvertito il leader francese. Il coprifuoco continuerà ma sarà sospeso solo per le notti del 24 dicembre e 31 gennaio mantenendo però il divieto di assembramenti e feste di gruppo. 
 

Niente sci per fine anno

Sulla chiusura degli impianti nelle vacanze di fine anno, Macron si è allineato con l’Italia. “Una riapertura per le feste non sembra possibile” ha detto il leader francese nel suo discorso di ieri sera in diretta tv, spostando a gennaio l’ipotesi di un ritorno sulle piste francesi. Qualche ora prima il premier Jean Castex aveva incontrato i rappresentanti del settore, dando qualche speranza a tanti professionisti che hanno già cominciato ad assumare i lavoratori stagionali. Ma molte delle regioni francesi alpine sono anche quelle più colpite in questo momento dall’epidemia e dove gli ospedali, già in affanno, temono di dover affrontare l’ondata stagionale di incidenti tra gli sciatori.

Niente ristoranti fino a gennaio
Macron ha fissato al 20 gennaio la terza tappa del percorso di uscita progressiva dal lockdown. E’ in quel momento che le autorità potranno valutare se ci sarà un rimbalzo dell’epidemia legato alle feste in famiglia. “Se resteremo sotto 5mila contagi quotidiani, potranno riaprire le palestre e i ristoranti” ha detto Macron senza citare i bar. I licei (ora al 50% in Dad) dovrebbero tornare tutte in presenza, così come le università che fino ad allora continueranno solo con le lezioni a distanza.

La speranza del vaccino
La distribuzione del vaccino, definito un “un bagliore di speranza”, comincerà dalle persone più anziane e poi a seguire con le altre categorie a rischio. In un paese dove meno di metà dei francesi si dice disposto a farsi vaccinarsi, Macron vuole associare alle decisioni sanitarie anche un collettivo di rappresentanti della società civile per garantire “trasparenza” della campagna di vaccinazione. Non ci sarà nessun obbligo, ha aggiunto Macron che punta sul senso di responsabilità dei cittadini. 

Fonte: Repubblica

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