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francia vittoria delle ong il consiglio di stato boccia i respingimenti alla frontiera - Francia, vittoria delle ong: il Consiglio di Stato boccia i respingimenti alla frontiera

PARIGI – È di nuovo tensione alla frontiera tra Mentone e Ventimiglia dove sono ricominciati i respingimenti dei migranti da parte delle autorità francesi. Le ong che da giorni denunciano l’atteggiamento del governo di Parigi incassano una vittoria giuridica. Il Consiglio di Stato ha infatti dato ragione alle associazioni umanitarie che hanno portato fino all’alta giurisdizione il caso di una donna centroafricana respinta al confine con il figlio malato anche se aveva espresso alle autorità francesi la volontà di presentare una domanda d’asilo. Una “pratica sistematica” della polizia di frontiera francese, spiega un coordinamento di ong tra cui Msf e Amnesty, ricominciata dopo la fine del lockdown e la ripresa dei flussi di migranti.

Secondo la decisione del Consiglio di Stato, rifiutando di registrare la domanda d’asilo e di esaminarla con le garanzie previste dalla legge, le autorità di confine hanno compiuto una violazione “grave e manifestamente illegale del diritto d’asilo, che costituisce una libertà fondamentale”.

Il caso risale al 14 maggio scorso. La donna viaggiava con il figlio di cinque anni, gravemente ammalato con un sondino in pancia dopo un intervento chirurgico. “Dopo essere il fermo a Mentone – spiegano le ong – il respingimento verso l’Italia, a una decina di chilometri da Ventimiglia, è avvenuto senza che la polizia francese, nonostante la crisi sanitaria, si preoccupasse dell’accesso all’alloggio, dell’igiene e delle misure di protezione per questa donna e suo figlio”.

Da anni le associazioni chiedono il rispetto dei diritti dei diritti dei migranti e dei rifugiati al confine italo-francese, da Mentone a Briançon. I respingimenti della autorità francesi a Mentone sono state più volte condannate dal Tribunale amministrativo di Nizza (11 decisioni nel 2020 prima del lockdown). In passato anche il Controllore generale dei luoghi di privazione della libertà ha visitato i locali della polizia di frontiera sottolineando in un rapporto che i migranti erano trattenuti in “condizioni indegne che non rispettano i loro diritti”.

Il presidio delle Ong al confine ha calcolato che in soli due giorni, tra lunedì e martedì, 83 persone sono state respinte dalla Francia verso l’Italia. La decisione del Consiglio di Stato chiama direttamente in causa il governo, dove è appena stato nominato un nuovo ministro dell’Interno, il trentasettenne Gérard Darmanin, già fedelissimo dell’ex presidente Nicolas Sarkozy. Dopo la decisione del Consiglio di Stato le Ong si rivolgono in un comunicato a Darmin. “Ci aspettiamo da lui – è l’appello – che dia istruzioni chiare alla polizia di frontiera affinché le persone che desiderano cercare protezione internazionale in Francia possano farlo”.

Fonte: Repubblica

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