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BERLINO – Si ingarbuglia la corsa alla successione di Angela Merkel. Il cruciale congresso della Cdu che dovrà scegliere il nuovo presidente è stato rinviato a causa della pandemia. Il 4 dicembre il partito avrebbe dovuto eleggere il successore di Annegret Kramp-Karrenbauer, e il possibile candidato per la cancelleria. Ma la segreteria della Cdu ha deciso stamane di annullare il congresso di Stoccarda, su proposta della presidente provvisoria Kramp-Karrenbauer, e di aggiornarsi al 14 dicembre e a metà gennaio per decidere una nuova data. Una volta scelto il nuovo capo del partito, la Cdu dovrà concordare con i cugini bavaresi della Csu il candidato comune per la corsa alla cancelleria. In Germania si vota in autunno del 2021.

Contro la decisione è partita la contraerea del candidato più popolare della base, Friedrich Merz: “Una fetta dell’establishment non vuole che io diventi presidente”, ha detto. L’ex top manager di Blackrock alimenta la tesi del complotto della nomenclatura perché pensa che un rinvio potrebbe favorire i suoi rivali. E non è infondata la tesi che i suoi arcinemici, l’ala merkeliana rappresentata da Kramp-Karrenbauer e dal suo concorrente Armin Laschet, possano aver spinto per l’annullamento del congresso proprio per indebolirlo.

Ma è una scommessa rischiosa. Da un lato, chi è meno popolare nei sondaggi di Merz ma può contare tuttora sul maggior numero dei delegati, è proprio Laschet. Ed è vero che i mesi duri della pandemia potrebbero favorire il governatore del Nordreno-Westfalia, che a causa della pandemia ha molta più visibilità del suo rivale. Ma è vero anche il contrario. Non è detto che i mesi difficili del coronavirus favoriscano automaticamente chi governa. Finora è stato così. Ma l’aggravarsi prevedibilissimo della crisi economica potrebbe rovesciare l’umore dei tedeschi e trasformare i politici in carica in bersagli perfetti per la rabbia.

Il rinvio del congresso, poi, potrebbe aiutare anche due ‘outsider’. Il primo è il governatore della Baviera e leader della Csu, Markus Soeder. Se il congresso della Cdu dovesse essere spostato di molto – qualcuno ipotizza persino maggio, a microfoni spenti – i vertici dei due partiti potrebbero mettersi d’accordo intanto su un candidato di compromesso, per la corsa al dopo-Merkel. E se la Cdu/Csu vuole mantenere le percentuali stellari che sta avendo nei sondaggi in questi mesi, tra il 38 e il 40%, non può ignorare il fatto che il politico più popolare in Germania – dopo Angela Merkel – è proprio Soeder. 

Ma tra i giovani della Cdu e in una fetta del partito si fa da mesi anche un altro nome. Quello dell’attuale ministro della Sanità, Jens Spahn. Finora si è sempre detto che il politico quarantenne fosse troppo giovane per aspirare già ora alla cancelleria. L’ex delfino di Wolfgang Schaeuble è stato però viceministro delle Finanze negli anni cruciali della grande crisi finanziaria, e sta consolidando la sua solida reputazione come ministro della Sanità della più grave pandemia da un secolo. Mesi fa Spahn si è offerto come partner di Laschet nella corsa alla presidenza, come suo vice. Non è detto che la sua crescente popolarità e la sua continua presenza sui media non possa provocare un clamoroso rovesciamento del ticket.

Fonte: Repubblica

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