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BERLINO – “Alla fine di questo inverno in Germania saranno tutti vaccinati, guariti o morti”. Le parole del ministro alla Sanità Jens Spahn davanti ai giornalisti della capitale tedesca arrivano mentre la spinta verso l’obbligo vaccinale nel Paese si sta facendo di giorno in giorno più forte, a fronte del drastico aumento dell’incidenza dei contagi (oggi, stando al Robert Koch Institut, a 386,5 infezioni su 100 mila abitanti nei sette giorni) ed il rincorrersi di allarmi sulle terapie intensive al collasso, soprattutto in Baviera e in Sassonia. E anche Angela Merkel torna a lanciare l’allarme, per l’ennesima volta: “La situazione è drammatica. Le regole che abbiamo adesso non sono sufficienti”, ha detto la cancelliera ad una riunione della presidenza Cdu, stando quanto raccontato dai presenti, citati dai media tedeschi. “Non basta neanche la regola del ‘2G’”, avrebbe aggiunto l’ex ‘ragazza dell’est’, ossia la norma che permette l’accesso agli spazi pubblici solo a chi è vaccinato o guarito.  

Fino a poco tempo fa praticamente chiunque a Berlino escludeva l’obbligo vaccinale, ma il vento sta cambiando alla velocità della luce: “Altrimenti non ce la faremo mai ad arrivare alla soglia di immunizzazione necessaria per stroncare la virulenza della pandemia, potenziata dalla variante Delta”, spiega il responsabile per la Salute dell’Spd, Karl Lauterbach. Aperture anche dal presidente del Koch Institut, Lothar Wieler: “Quando le abbiamo provate tutte, dobbiamo riflettere anche su quell’opzione”. E stanno cominciando a levarsi voci favorevoli all’obbligo pure dalle file della Cdu/Csu, dal governatore dello Schleswig Holstein Daniel Guenther (“Sono pronto anch’io a fare questo passo”) al capo della Junge Union, Tilman Kuban: “Siamo al punto nel quale dobbiamo dire: abbiamo bisogno dell’obbligo e di un lockdown per i non vaccinati”. Per prendere una decisione, l’Spd del cancelliere in pectore Olaf Scholz ha convocato una sorta di vertice degli esperti, tra cui il virologo ‘guru’ Christian Drosten. 

Ed è proprio ai partiti ‘semaforo’ impegnati nell’ultimo round delle trattative per la formazione del futuro governo (socialdemocratici, Verdi e liberali) che Spahn rinvia la patata bollente: “Come ministro uscente dico che se la maggioranza che si sta formando ci chiede di preparare un apposito disegno di legge, noi lo faremo”. D’altronde, aggiunge, “io lo dico da mesi: chi non si vaccina rischia di ammalarsi gravemente, dobbiamo spezzare la quarta ondata, che si sta spostando verso Occidente, con la riduzione dei contatti, con le terze dosi, con una decisa azione dello Stato”. 

E’ d’accordo il capo immunologo dell’ospedale berlinese della Charité, Leif Erik Sander: “Tutti gli adulti devono vaccinarsi: non ha nessun senso anche solo ipotizzare l’immunità attraverso le infezioni, perché porterebbe ad un tracollo del sistema sanitario. Il che semplicemente non è un’alternativa”. Spahn, che dovuto rispondere alle polemiche sulla razionalizzazione delle dosi Pfizer (“entro la fine dell’anno avremo a disposizione 50 milioni di dosi, tra BioNTech e Moderna”, definite dal ministro rispettivamente la “Mercedes e la Rolls Royce” dei vaccini), spalanca gli occhi dinnanzi alla quota degli irriducibili che stanno facendo languire la quota nazionale degli immunizzati al 68%: “Cos’altro deve accadere perché tutti capiscano cosa c’è in gioco? Oltre alla libertà, ne faccio una questione di responsabilità: vaccinarsi è un obbligo morale”.

Fonte: Repubblica

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