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122611146 948328d0 ffd0 419d 8a60 47622d952933 - Germania, l'arte rubata da Hitler: restituito l'ultimo quadro "identificato" del tesoro di Gurlitt

Otto anni fa, quando la polizia gli aveva trovato migliaia di euro cuciti nella giacca, Cornelius Gurlitt stava tornando a Monaco, in treno. Gli agenti lo accompagnarono al suo appartamento, nell’elegante quartiere di Schwabing, e fecero una delle più clamorose scoperte del dopoguerra. 

Gurlitt viveva come un barbone, ma in mezzo a migliaia di tavole, di sculture, di quadri, di capolavori dell’arte moderna e contemporanea. Il padre, Hildebrandt Gurlitt, era stato “il mercante del diavolo”, aveva comprato o rubato per conto di Adolf Hitler un tesoro inestimabile di opere provenienti da ogni angolo d’Europa. Dopo la guerra, era stato il figlio a custodire quelle opere e si era sempre mantenuto vendendone una ogni tanto. Ufficialmente, il tesoro saccheggiato dei Gurlitt era andato perso nel grande rogo di Dresda. 

Dopo anni di peripezie, soltanto 14 di quelle quasi 1.500 opere d’arte, rinvenute non solo a Monaco ma anche in un secondo appartamento di Gurlitt, a Salisburgo, sono state restituite agli eredi dei legittimi proprietari. L’ultima è “Das Klavierspiel” (“Il pianoforte”), un disegno di Carl Spitzweg che era appartenuto a Henri Hinrichsen, morto ad Auschwitz. I suoi eredi hanno chiesto al governo tedesco di consegnare il disegno a Christie’s per metterlo all’asta 

Che le 14 opere dalle proprietà accertate siano state restituite è stato reso noto ieri dalla ministra per la Cultura, Monika Grütters: “Non possiamo rimediare alle enormi sofferenze inflitte. Ma cercando di ricostruire la storia delle opere saccheggiate dai nazisti tentiamo di contribuire alla giustizia storica e di essere all’altezza della nostra responsabilità morale”. 

Ma a distanza di otto anni, resta avvolta nel mistero l’origine di oltre mille opere del lascito Gurlitt – lui morì poco dopo il ritrovamento – e solo in 445 casi i proprietari originari sono stati considerati “non problematici”, insomma non appartenenti a famiglie ebree espropriate dai nazisti. Tra le 14 restituzioni figurano quadri di Henri Matisse, Max Liebermann, Thomas Couture o Adolph von Menzel. 

Una delle prime restituzioni avvenne sotto i riflettori mondiali: un Matisse tornò a Anne Sinclair, famosa giornalista francese, ex moglie di Dominque Strauss-Kahn, e discendente del mercante d’arte parigino Paul Rosenberg.

Fonte: Repubblica

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