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092757152 945bf640 1746 4076 b673 fdb9754e4213 - Germania, si accorciano i tempi per il governo Scholz. E impazza il toto-ministri

“Però stai attenta. Al momento gira un po’ di tutto”. La fonte che ci gira l’ultima lista di ministri che potrebbero governare la Germania nei prossimi quattro anni mette le mani avanti. Le trattative per il nuovo governo tedesco “semaforo” tra Spd, Verdi, e Liberali guidato dal socialdemocratico Olaf Scholz sono in corso da settimane e nulla, finora, è trapelato sul contratto di coalizione. Mentre le liste dei ministri circolano generosamente. L’ultimo foglietto fotografato che ci è stato spedito via whatsapp contiene qualche sorpresa e qualche conferma. E’ il quinto che ci arriva in pochissimi giorni con i nomi dei papabili del probabile governo “semaforo”. E da sabato scorso anche i giornali tedeschi hanno cominciato a pubblicare le “liste pazze”. 

Ma la domanda che si è fatta ora la Sueddeutsche Zeitung, visto il silenzio di tomba che ha accompagnato finora le trattative sui contenuti dell’accordo è: perché l’unica cosa che sta girando è la lista dei ministri? E la risposta, per la prima potenza economica d’Europa, è piuttosto scontata.

Nell’ultima lista che ci è arrivata si legge che il “falco” Christian Lindner sarà ministro delle Finanze, che Hubertus Heil resterà ministro del Lavoro e si potrà intestare il popolare aumento del salario minimo, ma anche che il cruciale dicastero della Salute non sarà affidato a un “aperturista” della Fdp e neanche al “rigorista” Karl Lauterbach (Spd) che da settimane era in cima al totonomine, bensì a Katrin Goering-Eckardt, attuale capogruppo dei Verdi, politica talmente stimata in ambienti parlamentari da essere soprannominata “mini-Merkel”. Un altro dicastero di peso, nell’era della più ambiziosa rivoluzione industriale ed energetica da decenni, come l’ha definita Olaf Scholz, quello dell’Economia e dell’Ambiente, sarà affidato al leader dei Verdi Robert Habeck, quello dei Trasporti – quando la Germania punta alla fine del motore a scoppio entro i prossimi dieci anni – a un altro Verde, Cem Oezdemir. Altra sorpresa: il responsabile della Difesa, rimasto dalla fine della guerra sempre e saldamente in mano al partito del cancelliere, in questo caso la Spd, andrebbe ai Liberali, a Marie-Agnes Strack-Zimmermann.

Nomi scritti sull’acqua? Per alcuni, non è detto. E’ il segreto di Pulcinella che Annalena Baerbock punti a diventare ministra degli Esteri o che un fedelissimo di Scholz come Wolfgang Schmidt abbia buone possibilità di diventare capo della cancelleria. Ma la domanda che si pone il quotidiano SZ è se non siano liste “interessate”, fatte girare da lobbisti per aumentare le pressioni sui “coalizionandi”, sui negoziatori che sono miracolosamente riusciti a non far uscire una virgola del contratto di coalizione. La Germania si prepara a una legislatura cruciale, in cui bisognerà spostare miriadi di risorse sulla difficile svolta energetica, sulla rivoluzione della mobilità, sulle infrastrutture digitali, insomma su quella che il candidato alla cancelleria Scholz ha definito la più grande sfida dalla Rivoluzione industriale. Ovvio che nella fase delicata della formazione del governo e della definizione delle priorità, qualche “manina” tenti di condizionare la traiettoria dei negoziati. 

Ma intanto è certo, anche a causa della drammatica situazione della pandemia – oggi l’incidenza sfiora quota 400 infetti ogni centomila abitanti – che Spd, Verdi e Liberali abbiano impresso una forte accelerazione alle loro trattative sul contratto di governo. Qualcuno scommette su un annuncio già oggi e domani, invece che alla fine della settimana, come inizialmente previsto. Non resta che aspettare. Anche per porre fine alle “liste pazze” dei ministri.

Fonte: Repubblica

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