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Due regine, due principi che si sentono defraudatati del trono, un ex confidente diventato un traditore. E un re che si sente accerchiato e fa perno sempre di più sulla sua regina e sulla sua famiglia, che a tanti nella sua patria non piace, perché considerata “straniera”. Ci sono tutti gli elementi della saga shakespeariana nel dramma che si è consumato lo scorso week end in Giordania: il re Abdallah che mette agli arresti il fratellastro Hamza, ex erede al trono, e l’ex consigliere reale Bassem Awadullah, insieme a un’altra ventina di persone, con l’accusa di aver agito con l’aiuto di “entità straniere” contro la sicurezza dello Stato. Il principe che diffonde una registrazione in cui accusa il governo di “corruzione” e promette di non piegarsi ai diktat del fratello, poi la mediazione di uno zio – a sua volta ex erede al trono – strappa un accordo e una lettera di sottomissione firmata dal ribelle.

Una delegazione saudita sbarca ad Amman

Per Amman quella di ieri sera avrebbe dovuto essere la parola fine alla crisi, ma già da stamattina è apparso chiaro che non sarebbe stato così: da oggi in Giordania ai media è stato proibito di parlare di nuovo della vicenda, ma lo stop è arrivato troppo tardi per fermare la diffusione della notizia che una delegazione saudita è sbarcata ad Amman per pretendere la liberazione di Awadullah, oggi consigliere personale del principe ereditario Mohammed bin Salman. E troppo avanti è andata la storia perché basti un ordine alla stampa per fermare le chiacchere. Le rivalità emerse in questi giorni, infatti, vanno avanti da anni.

La faida tra i due fratellastri

Entrambi figli di re Hussein, morto nel 1999, Abdallah e Hamza hanno madri diverse. Britannica la principessa Muna, seconda moglie di re Hussein, al suo fianco per dieci anni prima del divorzio, nel 1972. Americana la regina Noor, la madre di Hamza, ultima moglie di Hussein, al suo fianco per oltre venti anni dopo le nozze nel 1978.

Hamza, primogenito di Noor, era il figlio prediletto del padre, che lo avrebbe voluto vedere sul trono. Ma quando la malattia del sovrano si aggravò, per il ragazzo era troppo presto per salire al trono: Hussein avrebbe voluto imporlo come numero due all’allora principe ereditario, il fratello principe Hassan, con la promessa di guidarlo sul trono.

Il giuramento fu rifiutato, Hassan rimosso e il titolo di principe ereditario passò all’attuale re, Abdallah, figlio maggiore di Hussein. Tre settimane dopo il re moriva, non dopo aver ricevuto dal suo successore la promessa che avrebbe nominato come erede il fratellastro Hamza: cinque anni dopo però Abdallah cambiò idea, privò il fratellastro minore del titolo per poi assegnarlo nel 2009 al proprio figlio maggiore, Hussein bin Abdallah.

Giordania, l’ex principe ereditario Hamza in un video: “Sono agli arresti domiciliari”

764749 thumb rep 040421 sottotitoli jordanie hamz - Giordania, due regine, tanti principi e un re isolato: la saga familiare dietro al complotto. Che non finirà qui

Le rivalità tra le due Regine

Da allora i rapporti fra i fratellastri e le rispettive madri sono stati ufficialmente cordiali e le differenze celate fra le mura dei palazzi: ma che tutto non fosse rose e fiori lo hanno provato gli avvenimenti di questi giorni. Attorno ad Hamza – che assomiglia moltissimo al padre e coltiva questa somiglianza negli abiti e nella parlata – si è addensata negli anni la fedeltà della popolazione beduina, che accusa il governo di corruzione del re Abdallah e vede di mal occhio il cerchio di potere che si è creato intorno a Rania, la regina, moglie del sovrano.

La stessa che non è amata da Noor, vedova di Hussein, negli anni privata sempre più del ruolo di primo piano che si era ricavata sulla scena pubblica. “Prego che la verità e la giustizia – ha scritto su Twitter la regina americana dopo il fermo del figlio- prevalgano per tutti gli innocenti vittime di questa malvagia calunnia “. Della mediazione fra i due rami della famiglia è stato incaricato Hassan, lo stesso principe che nel 1999 Hussein aveva allontanato dal trono perchè ritenuto inaffidabile.

I legami con le tribù beduine

Se a questo si aggiungono i legami che le tribù beduine e Awadullah coltivano da anni con Riad. L’offerta di un aereo sicuro per portare fuori dal Paese Hamza e la moglie arrivata poco prima dell’arresto da parte di un businessman israeliano. E il precipitoso arrivo ad Amman di una delegazione saudita: si capisce perché sul cielo della Giordania le nuvole non si siano dissipate del tutto. Nonostante i tentativi della Corte reale di scacciarle.

Fonte: Repubblica

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