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Sono tra 800mila e un milione i professionisti senza Green Pass che non stanno facendo il tampone per lavorare. A una settimana dal 15 ottobre, quando è stato introdotto l’obbligo, il bilancio dice che i test richiesti alle farmacie sono molti meno del previsto. Più scontato l’aumento delle vaccinazioni, che però sta già rientrando. Ma in sette giorni è cresciuta anche la tensione attorno all’obbligo. A Trieste gli organizzatori hanno revocato il corteo No Pass di oggi e avvertono: c’è il rischio dell’arrivo di Black Bloc. Ci sono state “ripetute e verificate segnalazioni dell’arrivo di gruppi violenti da tutta Europa”. Si temono manifestazioni non autorizzate e Stefano Puzzer, portuale del Coordinamento 15 ottobre, avverte chi vuole arrivare in città per manifestare pacificamente: “Rimanete a casa, è una trappola grande e grossa”. E a proposito di tensione, ieri Marco Cossolo, presidente di Federfarma è stato minacciato di morte su Twitter.

I test / Aumentano meno del previsto

Lunedì e martedì scorsi ne sono stati fatti 347 mila e 207 mila in più rispetto agli stessi giorni della settimana precedente. Si tratta di 554 mila persone diverse, visto che il tampone vale 48 ore (e mercoledì l’aumento è stato di 250 mila). L’obbligo di Green Pass ha portato a un incremento dei test inferiore alle attese. Secondo il ministero alla Salute sono 1,8 milioni i lavoratori senza Green Pass per vaccinazione o guarigione. Da questi vanno tolti esenti e assenti per ferie, malattia o maternità e si arriva a 1,3-1,5 milioni. Significa che tra 800 mila e 1 milione di lavoratori senza certificato non stanno facendo il tampone. Tra questi ci sono professionisti in smart working, autonomi, ditte individuali e familiari che non temono controlli.

Le vaccinazioni / L’obbligo spinge le iniezioni

Il giorno record è stato il 14 ottobre. Alla vigilia dell’obbligo in tanti hanno deciso di andarsi a vaccinare. Le prime somministrazioni sono state 76mila. È andato bene anche il 15, con 72 mila persone che hanno deciso di presentarsi in un hub o in un ambulatorio. Il Green Pass per lavorare in quattro giorni ha spinto almeno 50 mila persone in più a vaccinarsi. Si è trattato probabilmente di lavoratori che hanno deciso di non fare tre tamponi ogni sette giorni. Di recente però il numero delle prime dosi è iniziato a scendere. Dopo le 47 mila somministrazioni il lunedì, mercoledì ne sono state fatte addirittura 34mila, cioè il numero più basso, escluse le domeniche, da alcuni mesi a questa parte.

I certificati / È boom di lavoratori in malattia

Con l’obbligo sono aumentati anche i certificati di malattia presentati all’Inps. Si ritiene che in molti casi si tratti di persone che non vogliono fare il tampone per andare a lavorare. Intanto restano a casa, poi si vedrà. Venerdì 15 ottobre sono arrivati all’istituto 94 mila certificati, contro i 76 mila dello stesso giorno della settimana precedente. L’aumento è stato cioè del 23,6%. I numeri assoluti non pesano molto rispetto al totale dei non coperti da Green Pass, comunque la tendenza è chiara. Lunedì 18 i certificati sono stati 152 mila contro i 133 della settimana precedente (+14,2%). Giovedì l’incremento è stato inferiore rispetto a sette giorni prima, cioè da 91 a 97mila, del 6,5%.

I trasporti / Tanti malati, però i bus vanno

Un boom di malattie tra gli autisti, una percentuale di corse saltate tra il 5 e il 10 per cento, ma alla fine si può dire che il trasporto pubblico locale non ha subìto grandi scossoni dall’obbligo di Green Pass. Ad una settimana dall’entrata in vigore della certificazione verde, Andrea Gibelli, presidente dell’Associazione delle aziende di trasporto pubblico locale, stima in meno del 10 per cento il numero dei dipendenti che si sono assentati perché non in regola con il Green Pass. Trieste, città d’Italia con l’incidenza più alta di contagi ogni 100.000 abitanti, il capoluogo che ha fatto contare un numero molto nutrito di autisti senza Green Pass, ben 388, molti di più dei 272 di Milano. Assenze per malattia più che raddoppiate a Napoli, situazione sotto controllo a Roma.

Gli uffici pubblici / Sportelli ok, nessun disagio

Nessun disagio negli uffici pubblici. Degli oltre 300.000 dipendenti stimati senza Green Pass, la stragrande maggioranza si è comunque recata al lavoro, evidentemente dopo aver fatto il tampone. Aumentate del 15 per cento, anche qui – come certificato dall’Inps – le assenze per malattia. Il banco di prova sarà la prossima settimana per capire se il dato si manterrà stabile o se invece l’aumento è in parte da addebitarsi all’impossibilità di fare tamponi per tutti. In molti uffici, ma anche in molte scuole sono state riscontrati giorni di assenza strategici, a metà settimana, in modo da ridurre da tre a due i tamponi necessari nell’arco della settimana lavorativa.

Gli agricoltori / La Coldiretti: “Raccolte a rischio”

Vendemmia, raccolta delle mele e delle olive a rischio. La Coldiretti lancia l’allarme: almeno 100.000 braccianti senza Green Pass non hanno potuto andare al lavoro nei campi, il 25 per cento del totale. Molti sono stranieri, alcuni anche vaccinati ma che per motivi burocratici non hanno ricevuto l’attestazione. Molte le aziende, da NaturaSì a Piquadro, dall’ex Ilva alla Ducati, ma anche tante piccole imprese che hanno deciso di pagare i tamponi ai dipendenti non vaccinati per evitare intoppi alle catene produttive. Che – stando ai dati di Confinustria – non si sono verificati. Solo il 2 % dei dipendenti assente ingiustificato. A Milano il caso di un’azienda che avrebbe demansionato i dipendenti con Green Passa da tampone.

Fonte: Repubblica

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