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golfo persico liran schiera una finta portaerei usa nimitz - Golfo Persico, l'Iran schiera una "finta" portaerei Usa Nimitz

NELLA CONTINUA sfida politica e militare in cui da mesi sono impegnati Iran e Stati Uniti, questa volta entra in scena perfino una portaerei fantasma. Una copia, una falsa replica della portaerei americana “Uss Nimitz” è stata rimorchiata dai Pasdaran iraniani dal porto di Bandar Abbas nelle acque del Golfo Persico, in direzione dello stretto di Hormuz.

La finta portaerei iraniana-americana sul ponte di volo sfoggia anche 16 finti aerei da caccia. Il tutto mentre la vera Nimitz è appena entrata nella regione proveniente dall’Oceano Indiano per dare il cambio alla “Eisenhower” come portaerei assegnata alla Quinta Flotta che ha sede-comando in Bahrein.

Per ora la Nimitz rimane al di fuori dello stretto di Hormuz, nel Mare Arabico. Non entra nel Golfo: l’aggressività dei Pasdaran suggerisce agli ammiragli della Quinta flotta di non rischiare incidenti.

Tutto lascia credere che i Pasdaran si stiano preparando a un’esercitazione navale in cui affonderanno la portaerei, così come hanno già fatto con un’altra finta nave americana nel 2015. Allora l’esercitazione si chiamava “Grande Profeta 9”, e per giorni la finta nave Usa venne circondata e bersagliata di continuo da motoscafi veloci del Pasdaran e da altre unità leggere. Alla fine, vennero lanciati anche un paio di missili antinave, che colpirono e affondarono il vascello fantasma.

La replica della Nimitz costruita in questi mesi misura circa 200 metri contro i 300 reali dell’unità americana, mentre le misure dei finti aerei da caccia imbarcati sarebbero simili a quelle degli F18 della Nimitz.

“Abbiamo fiducia nella nostra capacità di difenderci da qualsiasi minaccia navale”, ha commentato il comandante Rebecca Rebarich,  portavoce della Quinta Flotta Usa. “Non possiamo dire cosa spera di fare l’Iran con questo simulacro di nave, o quale vantaggio tattico sperano di riuscire ad ottenere in una loro esercitazione. Siamo pronti a difenderci da qualsiasi minaccia in tutta la regione”.

Il messaggio politico e militare iraniano invece è molto chiaro: innanzitutto, continuiamo ad esercitarci intensamente, con tutto quello che abbiamo, nelle acque del Golfo Persico che rimane un mare nel quale non rinunciamo a navigare.

Secondo, lanciamo un messaggio politico a tutti i governi e i regimi della regione: noi, l’Iran, non abbiamo timore dei nostri avversari più pericolosi, e li prendiamo perfino in giro affondando le loro finte navi che noi stessi abbiamo costruito. Tutti temono che da un giorno all’altro le esercitazioni e le navi-fantasma possano essere sostituite da uno scontro improvviso, magari imprevisto e non voluto, ma drammaticamente reale.

Fonte: Repubblica

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