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MILANO – “Ci hanno fatto digiunare per mantenere il peso costringendoci a mangiare dentifricio e cibo trovato nella spazzatura. Siamo stati obbligati ad allenarci in tuta da competizione all’aperto con il termometro sottozero, ci hanno schiaffeggiato, presi a pedate, hanno tolto i materassi sotto gli attrezzi per punizione facendoci infortunare, hanno trascinato le ragazze per i capelli e ci hanno lanciato degli oggetti”. Le durissime accuse di una ventina di atleti della squadra olimpica greca di ginnastica contro i loro allenatori – messe nero su bianco in una lettera inviata alla presidente della Repubblica Katerina Sakellaropoulou e al premier Kyriakos Mitsotakis – aprono il secondo scandalo in pochi mesi ai vertici dello sport del paese che ha inventato le Olimpiadi.

Il primo durissimo colpo ai vertici federali era arrivato lo scorso dicembre quando la campionessa di vela Sofia Bekatourou (oro ai giochi di Atene nel 2004 e bronzo a Pechino quattro anni dopo) ha denunciato di essere state vittima “di molestie e violenza sessuale” da parte di un membro della federazione alla vigilia dei trials olimpici del 2000. Il responsabile – che ha negato le accuse – è stato rimosso e le parole della velista, che in Grecia è una sorta di monumento sportivo, ha convinto molte altre donne in altri mondi, soprattutto in quello artistico, a farsi coraggio e denunciare episodi simili. Costringendo il premier ad annunciare nuove regole che rendano più facilmente punibili questi reati.

La lettera dei ginnasti, pubblicata dal quotidiano Efsy, racconta episodi che risalgono fino al 1985 e i nomi degli atleti che l’hanno firmata non sono stati rivelati. Thanassis Stathopoulos, nuovo numero uno della federazione appena eletto, ha annunciato un’inchiesta immediata: “Siamo con gli atleti e faremo chiarezza”, ha detto. Il suo predecessore Thanassis Vassiliadis ha chiesto “che vengano fatti i nomi dei colpevoli  per poterli licenziare subito”. I campioni ellenici di questa disciplina avevano già denunciato nei mesi scorsi i vertici dello sport per il disastroso stato di manutenzione degli impianti in cui sono costretti ad allenarsi. Nel mirino in particolare il centro federale di Agios Kosmas, finito allagato lo scorso giugno. “Ogni volta che piove dobbiamo smettere di allenarci perchè l’acqua entra nell’impianto” ha detto Lefteris Petrounias, oro olimpico negli anelli a Rio. Pochi giorni fa una delle parallele asimmetriche si è rotta durante un allenamento e i tecnici hanno accusato la federazione di una gestione “medioevale” per le mancate ispezioni (“da anni”) alle strutture.

Fonte: Repubblica

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