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Dal lockdown per i non vaccinati al Green Pass rafforzato, l’Europa epicentro mondiale della pandemia accelera sulle restrizioni per non farsi definitivamente travolgere dall’inverno del virus. Misure rivolte soprattutto a chi insiste nel rifiuto dell’immunizzazione, mentre a Bruxelles si studia un aggiornamento delle regole sugli spostamenti interni all’Ue alla luce delle terze dosi. Ecco le norme Paese per Paese.

Austria

È il primo Stato in Europa a introdurre l’obbligo vaccinale per tutti, a partire dal prossimo primo febbraio. Vienna è stata anche la prima in Europa a imporre il lockdown per i No Vax, che da lunedì sarà esteso a tutti per almeno 10 giorni. Ai turisti stranieri è richiesto il Green Pass, ma non sono validi i tamponi rapidi.

Germania

Diventato il grande malato d’Europa, con contagi a livelli record (sulla soglia dei 60mila), ha annunciato regole più rigide in base alla situazione nei vari Laender. L’ultima stretta in Baviera, dove sono stati cancellati i mercatini di Natale e ci sarà un lockdown nelle aree più a rischio (quelle con un’incidenza di oltre mille casi per 100mila abitanti), mentre il Green Pass si ottiene solo con la formula del 2G (geimpft e genesen, cioè immunizzati e guariti): un lockdown di fatto per i no vax, secondo le autorità. Per gli eventi di massa sportivi e culturali è previsto poi il 2G plus, cioè accesso solo a vaccinati e guariti, ma con in più il tampone per tutti. Per i turisti in arrivo da Paesi a rischio c’è una quarantena di 10 giorni, ridotta a 5 con un tampone negativo.

Francia

Con i casi raddoppiati rispetto a una settimana fa (oltre 20mila), Parigi valuta nuove restrizioni. Intanto resta il certificato verde, che non viene però richiesto sui luoghi di lavoro, mentre per i turisti la tempistica dei tamponi obbligatori dipende dal livello di rischio dei Paesi d’origine.

Gran Bretagna

Londra ha puntato tutto sull’immunizzazione di massa con il booster, evitando di reintrodurre misure restrittive anche dopo i picchi di contagi delle scorse settimane. E continua a non essere obbligatorio l’uso della mascherina anche nei locali al chiuso.

Spagna

È uno dei Paesi meno colpiti dalla nuova ondata, nonostante l’assenza di obbligo di Green Pass, grazie a un tasso di vaccinazione record, con una copertura pressoché totale tra gli over 70. Oltre al certificato verde europeo, i turisti devono presentare un modulo governativo di sorveglianza sanitaria.

Grecia

Da lunedì arriva una stretta sui No Vax. Chi non è immunizzato già non poteva andare al ristorante, ora non gli sarà più permesso l’accesso agli altri “luoghi chiusi”, tra cui cinema, teatri, musei e palestre. Per scongiurare nuove “morti evitabili”, Atene ha inoltre stabilito di ridurre la durata del Green Pass a 7 mesi per gli over 60 come incentivo ad affrettare la terza dose.

Slovacchia

L’esecutivo ha annunciato un lockdown per i No Vax sul modello austriaco – applicato anche dalla vicina Repubblica Ceca – e impone una quarantena ai turisti non vaccinati come la Germania.

Repubblica Ceca

Anche la Repubblica Ceca, che è arrivata a 22mila casi al giorno con un tasso di incidenza di 813 contagi ogni 100mila abitanti, da lunedì prossimo attuerà restrizioni solo per i non vaccinati, che non potranno più accedere a bar, ristoranti ed altri locali pubblici con il test.

Irlanda

Da giovedì scorso sono in vigore le nuove restrizioni in Irlanda, Paese con un alto tasso di vaccinazione, che sfiora il 90% degli adulti: tra queste il coprifuoco a mezzanotte per i locali, la richiesta di un Green Pass 2G (vaccinati o guariti) per cinema e teatri, la richiesta di lavorare da casa per tutti i lavoratori non essenziali. Nell’annunciare queste misure, il premier Michael Martin ha detto che, senza la massiccia vaccinazione, il Paese sarebbe in “lockdown totale”.

Belgio

Il Belgio ritorna all’uso della mascherina nei luoghi pubblici e da lunedì prossimo tutti i lavoratori non essenziali dovranno lavorare per almeno quattro giorni a settimana da casa, con una riduzione a tre dal 13 dicembre. Il governo ha adottato queste nuove misure, che prevedono la richiesta del Green Pass anche per i mercatini di Natale, di fronte alla continua risalita dei casi, arrivata a 10mila casi giornalieri, e un tasso di ricoveri che ha raggiunto i livelli dello scorso maggio.

Ucraina

Dopo il numero record di 832 decessi per Covid dello scorso martedì, il presidente ucraino Volodymyr Zelenskyy hanno annunciato misure per cercare di aumentare il bassissimo tasso di vaccinazione, stimato tra il 20 ed il 28 per cento. Tra queste anche la promessa di un bonus di mille grivnia, pari a 33 euro, per chi fa le dosi di vaccino. Il salario medio in Ucraina è di 6mila grivnia. L’annuncio del bonus arriva dopo che all’inizio di novembre centinaia di No Vax hanno protestato contro le misure varate dal governo per cercare di bloccare il virus, tra le quali il divieto ai non vaccinati di recarsi in luoghi pubblici e viaggiare su mezzi pubblici. Per andare al lavoro devono presentare un test negativo.

Lettonia

Dopo aver imposto un lockdown generalizzato il mese scorso, con il coprifuoco notturno, i negozi chiusi e eventi culturali e sportivi vietati, il governo lunedì 15 novembre ha sospeso le misure per vaccinati e guariti, mantenendo le restrizioni per i non vaccinati che ora possono uscire di casa solo per le necessità essenziali.

Paesi Bassi

Un mini lockdown è in vigore nei Paesi Bassi dal 13 novembre, con bar e altri locali che chiudono alle 8. Martedì scorso le autorità sanitarie hanno riportato oltre 110mila casi nell’ultima settimana, con un aumento del 44%, il più alto dall’inizio della pandemia, nonostante l’84% della popolazione olandese sia vaccinata. Il numero maggiore dei casi si registra tra i bambini tra i 4 e i 12 anni che non sono vaccinati.

Slovenia

Tra i Paesi confinanti con l’Italia, allarma la situazione della Slovenia, dove la curva dei contagi rimane alta nonostante le misure restrittive adottate dal governo sloveno il 5 novembre scorso, tra le quali vi è l’obbligo del Green Pass, la limitazione degli orari di apertura di bar e ristoranti e il divieto di assembramento. Secondo i dati forniti dall’Istituto nazionale per la salute pubblica (Nijz), in media risultano positivi quasi la metà dei tamponi realizzati, con un tasso di oltre il 44% e un livello di incidenza di oltre 2mila positivi ogni 100mila abitanti. Il numero delle persone pienamente vaccinate in Slovenia è di poco superiore al 54 per cento.

Serbia

Rimane fermo al 43% il tasso di vaccinazione in Serbia, Paese che all’inizio si era distinto per essere stato uno dei primi a mettere a disposizione il vaccino già a gennaio. Nonostante la netta ripresa dei contagi, con una media di 5mila casi al giorno dallo scorso settembre, il governo ha adottato solo misure leggere, come la necessità di presentare il Green Pass nei locali pubblici solo dopo le 10 di sera, con la premier Ana Brnabic che ha detto nelle scorse settimane che “tornare alle misure precedenti ai vaccini” metterebbe in dubbio il ricorso stesso alla vaccinazione. La situazione è così drammatica in alcuni ospedali, che sono stati costretti a sospendere tutti gli interventi non relativi al Covid, e che alcuni medici hanno minacciato di fare causa alla premier per il suo rifiuto di adottare una linea più dura.

Croazia

Di fronte alla ripresa dei contagi, in Croazia per la prima volta si sono riviste le code di fronte ai centri vaccinali e mercoledì scorso si sono registrate 15mila prime dosi, un passo in avanti sensibile in un Paese dove le vaccinazioni si erano praticamente fermate. Intanto il governo ha annunciato piani per l’introduzione del Green Pass nei posti di lavoro, comprese le scuole, provocando le mobilitazioni e le proteste dei No Vax che hanno organizzato veglie in diverse città croate.

Svizzera

Con contagi giornalieri che hanno raggiunto i 6mila casi al giorno, e un tasso di incidenza di 527 ogni 100mila abitanti, la Svizzera si prepara a un inverno durissimo, in cui si prevedono fino a 30mila ricoveri per Covid. Anche qui la salita della curva dei contagi corrisponde a un tasso di vaccinazione appena sotto al 65%, con un movimento No Vax che sta manifestando contro la nuova campagna governativa per le vaccinazioni, con la polizia anti rivolta che ha dovuto difendere i siti vaccinali a Zurigo.

Svezia

Dopo aver revocato tutte le misure anti Covid a settembre, il governo svedese ora vuole imporre l’obbligo di Green Pass dal primo dicembre per accedere agli eventi al chiuso con più di 100 persone, una misura raccomandata dalle autorità sanitarie locali per evitare un’impennata dei contagi nelle prossime settimane. La Svezia, al contrario di diversi Paesi europei, in questa fase non deve far fronte a un’emergenza, ma i modelli matematici suggeriscono un picco di casi a metà dicembre. Circa l’85% degli svedesi con più di 16 anni ha ricevuto una dose di vaccino e l’82% ha ricevuto due o più dosi. Il Paese scandinavo ha attualmente il numero più basso di pazienti positivi ricoverati in ospedale e in terapia intensiva nell’Unione Europea in rapporto alla popolazione.

Bulgaria

Con il più alto numero in percentuale di decessi per Covid al mondo, la Bulgaria ha chiesto all’Ue di attivare il meccanismo di protezione civile per poter ricevere aiuti per fronteggiare la terribile ondata di Covid che sta colpendo il Paese dell’Unione con il peggior tasso di vaccinazione, poco più del 22%. Il ministero della Sanità bulgaro, sottolineando che bisogna prepararsi “nel caso di un repentino peggioramento” della pandemia, ha chiesto di ricevere ossigeno, respiratori e posti letto da altri Paesi della Ue. Nel Paese che dallo scorso aprile non ha un governo stabile, domenica si è votato per la terza volta in un anno in elezioni vinte dal presidente Rumen Radev e un nuovo partito anticorruzione del’ex ministro dell’Economia.

Fonte: Repubblica

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