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Cinque giorni dopo il sequestro di 17 missionari statunitensi e canadesi e dell’autista haitiano del bus che li stava portando verso l’aeroporto, il capo della banda di rapitori ha postato su youtube un videomessaggio nel quale minaccia di tagliare la testa agli ostaggi se non verranno accolte le sue richieste. Si sa che la banda 400 Mawozo, padrona nei fatti di Croix-des-Bouquets, frazione della capitale ha chiesto come riscatto 1 milione di euro per ogni prigioniero.

Il video è ripreso durante i funerali di alcuni membri della gang rimasti uccisi probabilmente negli scontri con la polizia. Si vede il leader del gruppo, Wilson Jospeh, vestito elegante, di azzurro, una croce sul petto, un cappello a falde larghe, mentre minaccia anche il primo ministro Ariel Henry e il capo della polizia nazionale di Haiti Léon Charles. “Preferisco bruciare per un fulmine se non ottengo ciò che voglio. Guardate questi statunitensi, preferisco ucciderli e scaricare una grande arma su ognuna delle loro teste”. Tra gli ostaggi ci sono anche sette donne e diversi bambini che vanno dagli 8 mesi ai 12 anni.

Indicando le tre bare dove giacevano i corpi dei miliziani uccisi, anche questi vestiti in modo dignitoso, uno con una sola scarpa, la testa avvolta da un telo bianco, Jospeh ha aggiunto: “Mi fate piangere. Piango acqua. Ma vi farò piangere sangue”. Dopo il capo prende il microfono un altro uomo, appoggiato a stampelle, che officia la cerimonia funebre. Dietro si vedono decine di altre persone. Gli inquirenti sostengono facciano parte della stessa gang. Sono almeno un centinaio, valuta chi indaga su quest’ultimo sequestro con la collaborazione della Fbi che ha spedito una squadra sull’isola. Anche loro indossano magliette azzurre con sopra i nomi delle vittime che verranno seppellite.

La violenza continua a dominare Haiti. C’è stato un aumento degli assalti e dei sequestri sin dal 7 luglio scorso quando venne ucciso il presidente Jovenel Moïse, un omicidio mai chiarito, seguito un mese dopo da un terribile terremoto che ha fatto migliaia di morti. Fino al 16 ottobre, afferma il Cardh, centro di ricerca sui diritti umani, quest’anno erano state sequestrate 782 persone, in tutto il 2020 erano state 796. Solo nelle ultime due settimane 119 sono finite nelle mani dei banditi. Il governo sembra impotente davanti allo strapotere delle gang. Lo stesso giorno del sequestro dei 17 missionari si è saputo che era stato prelevato anche un professore universitario, mentre non si hanno notizie di un pastore haitiano preso da una delle bande all’inizio di ottobre nonostante sia stato pagato un riscatto. Dopo le nuove minacce della 400 Mawozo, il capo della polizia Charles è stato rimosso dall’incarico. Su di lui gravano forti sospetti di complicità nell’omicidio del presidente.

Haiti intanto vive giorni difficili: manca la benzina e c’è poco cibo nei negozi. La popolazione è disperata. “Non abbiamo presidente, benzina, soldi. Abbiamo solo fame”, gridavano molti dietro le barricate in diversi punti della capitale, coperta dal fumo nero dei copertoni dati alle fiamme.

Fonte: Repubblica

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