Condividi:

LONDRA – Sembra uno dei “lupi solitari” più solitari di sempre. Nessuna dichiarazione alla polizia dopo l’arresto, nessuna traccia di lui nei registri dell’intelligence e dell’antiterrorismo britannici, nessuna rivendicazione. Anzi, i siti e le chat jihadiste su Telegram sono rimaste relativamente quiete. E tantomeno, si conosce il movente. Tanto che fino a ieri sera le autorità, dopo due perquisizioni a Londra, avevano ancora dubbi se il deputato conservatore inglese Sir David Amess, ucciso con 17 coltellate ieri l’altro in una chiesa metodista a Leigh-on-Sea, nell’Essex, durante un incontro con i suoi elettori, fosse stato scelto dal killer per qualche motivo specifico. O per caso.

Fatto sta che Ali Harbi Ali, 25enne britannico di origine somala (la famiglia è arrivata dall’Africa negli anni Novanta) ha ucciso con rara efferatezza Sir David ma senza urlare “Allah Akbar” né altri proclami jihadisti. Poi, con assurda calma, si è seduto di fianco a lui e ha aspettato che la polizia lo arrestasse.

Scotland Yard ne è certa: si tratta di un “attentato terroristico, di possibile matrice islamica”, anche se quest’ultimo aspetto ancora non è stato confermato. La comunità musulmana del Southend, la circoscrizione di Amess, ha parlato di “atto di ingiustificabile atrocità”. Un caso oscuro, ancor più di quello di un altro recente lupo solitario, ossia il danese convertito all’Islam Espen Andersen Brathen che pochi giorni fa ha ucciso con arco e freccia 5 persone a Kongsberg, in Norvegia.

Qualcuno però si era accorto del terrorismo che covava in Ali Harbi e lo aveva segnalato alle autorità, diversi anni fa, nell’ambito del controverso programma Prevent. Controverso perché ha scatenato polemiche nel Regno Unito, attirandosi definizioni di “spionaggio di Stato” o “istituzione tossica”, e le critiche della comunità musulmana che lo considera “sorveglianza specifica contro di noi”.

Si tratta di un monitoraggio attivo da oltre 10 anni nel Regno Unito che si basa sulle segnalazioni, anzi delazioni, di insegnanti, dipendenti pubblici e rappresentanti di varie associazioni e comunità. Prevent, denominazione ridotta di “Prevent Violent Extremism”, si basa appunto sul “prevenire” l’estremismo, ossia segnalare, bloccare e rieducare potenziali terroristi o estremisti prima che diventino tali, visto che l’operato di intelligence e polizia non sarebbe in ogni modo sufficiente a fermare le minacce terroristiche nel Regno Unito.

E così, se insegnanti, professori, impiegati pubblici notano un comportamento sospetto in un individuo che può essere anche un bambino, o se ascoltano sue frasi estremiste, quest’ultimo viene “delazionato” al programma Prevent. Ciò è successo anche al 25enne Harbi Ali che ha ucciso Sir David. Prevent è l’unica piattaforma antiterrorismo che lo aveva attenzionato. Un motivo in più per governo e Scotland Yard per sostenere ancor più il progetto, nonostante le accuse di orwellianismo.

Ma come sempre nel Regno Unito, il Paese è già ripartito. Keep calm and carry on, primo comandamento da queste parti. Ieri il primo ministro Boris Johnson e il leader laburista Sir Keir Starmer hanno deposto un mazzo di fiori sul luogo del delitto, come potente simbolo della politica britannica unita. E nel dibattito nazionale sull’eventualità che i parlamentari continuino la tradizione di incontrare senza protezione ogni settimana i cittadini delle circoscrizioni (in gergo “surgery”) dopo una tragedia del genere, alcuni deputati hanno mostrato i muscoli.

I conservatori Kieran Mullan e Alex Shelbrooke ieri hanno twittato: “Oggi abbiamo partecipato alle nostre surgery come se nulla fosse successo. Nessuno fermerà la democrazia”. Applausi.

Fonte: Repubblica

Condividi:

Di

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Su questo sito Web utilizziamo strumenti di prima o di terzi che memorizzano piccoli file (cookie) sul dispositivo. I cookie vengono normalmente utilizzati per consentire al sito di funzionare correttamente (cookie tecnici), per generare report di navigazione (cookie statistici) e per pubblicizzare adeguatamente i nostri servizi /prodotti (cookie di profilazione). Possiamo utilizzare direttamente i cookie tecnici, ma hai il diritto di scegliere se abilitare o meno i cookie statistici e di profilazione. Abilitando questi cookie, ci aiuti a offrirti un’esperienza migliore. Cookie policy