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LONDRA – Era nell’aria e oggi è ufficiale. Il Regno Unito sospende con effetto “immediato e a tempo indefinito” il suo trattato di estradizione con Hong Kong. Lo ha annunciato ai Comuni il ministro degli Esteri, Dominic Raab, in risposta alla draconiana legge sulla sicurezza nazionale imposta da Pechino alla ex colonia britannica. Londra ha definito la misura come “necessaria e proporzionata”.

Il governo britannico ha anche annunciato l’imposizione di un embargo sulle forniture a Hong Kong di armi ed equipaggiamento di polizia utilizzabili dai reparti antisommossa contro le proteste, in vigore dal 1989. Raab ha spiegato di che queste misure sono una risposta “proporzionata” alla legge sulla sicurezza che di fatto pone l’ex colonia sotto il controllo della Cina, aggiungendo che Londra vuol tenere aperto il dialogo con Pechino e ne riconosce lo status, ma ribadendo le accuse sul giro di vite a Hong Kong e sulla violazione dei diritti umani in Cina, incluso contro gli Uiguri.

Dopo l’entrata in vigore della legge sulla sicurezza nazionale a fine giugno, il Regno Unito ha offerto la cittadinanza a tre milioni di cittadini dell’ex colonia britannica, scatenando la reazione di Pechino che ha denunciato interferenze interne. Prima di Londra, lo ha fatto l’Australia una settimana fa. Canberra, dopo avere espresso forte preoccupazione per la nuova legge di sicurezza imposta a Hong Kong ha deciso di sospendere l’accordo di estradizione con l’ex colonia britannica. “La legge di sicurezza nazionale costituisce un cambiamento fondamentale di circostanze per quanto riguarda il nostro accordo di estradizione”, furono le parole del premier Scott Morrison. E si è rivolto ai residenti di Hong Kong, che temono persecuzioni, offrendo loro i visti d’ingresso in Australia e un “percorso verso la residenza permanente”.

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La Cina non sta a guardare e ha protestato attraverso il portavoce del ministero degli Esteri cinese, Wang Wenbin. “Le recenti osservazioni violano le norme fondamentali delle relazioni internazionali e interferiscono gravemente nelle questioni della Cina”. Wang ha poi chiesto a Londra di “non proseguire ulteriormente lungo il percorso sbagliato per evitare di danneggiare ulteriormente le relazioni tra Cina e Gran Bretagna”. La decisione di sospendere il trattato di estradizione arriva a una settimana dall’esclusione da parte di Londra del gigante cinese delle telecomunicazioni Huawei, dallo sviluppo della rete 5G.

La decisione inglese era già stata annunciata in mattinata dal premier. Boris Johnson durante una visita a una scuola nel Kent, ha confermato che il Regno Unito “modificherà il trattato di estradizione” con Hong Kong. Ha anche assicurato di non avere atteggiamenti “automaticamente anti-cinesi”, ma di avere “serie preoccupazioni” sia sul “trattamento della minoranza uigura e gli abusi dei diritti umani” sia “su quello che sta accadendo a Hong Kong”. Da qui, la promessa che Londra sarà “dura” con la Cina su alcuni temi ma non “abbandonerà completamente la politica di impegno” con Pechino.Fonte: Repubblica

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