Condividi:

Un incremento quasi identico a quello della scorsa settimana. Non comincia il calo dei nuovi casi di coronavirus in Italia, la pandemia è ancora in una fase di leggera salita che non ci si aspettava nel pieno di agosto e che per gli esperti è legata alla variante Delta, i cui effetti dal punto di vista della gravità della malattia vengono però contenuti dal vaccino. Nella settimana che si è conclusa ieri le nuove positività sono state 44.335 contro le 41.097 dei sette giorni precedenti. La crescita è stata quindi del 7,8%, di poco inferiore alll’8,2% di quella precedente. Dall’inizio di giugno si erano registrati incrementi anche del 102, dell’85 e del 51%. Stabile il numero dei tamponi, che nella settimana tra lunedì 9 e ieri sono stati 1 milione e 432mila e nei sette giorni precedenti 1 milione e 462mila.

Solo 4 Regioni calano, il caso Sicilia

Sono solo 4 le Regioni dove i dati sono in discesa (la settimana scorsa erano sempre 4 più le 2 province autonome). Ecco i dati. La Provincia di Bolzano passa da 159 a 283 casi (+124, +77,9%), la Calabria da 1.082 a 1.541 (+459, +42,2%), la Provincia di Trento da 193 a 274 (+81, +41,9%), la Sicilia da 5.097 a 6.833 (+1.736, +34%), la Puglia da 1.567 a 1.926 (+359, +22,9%), il Molise da 58 a 71 (+13, +22,4%), il Piemonte da 1.405 a 1.667 (+262, +18,6%), la Liguria da 886 a 1.051  (+165, +18,6%), la Basilicata da 314 a 365 (+51, +16.2%), la Campania da 3.226 a 3.580 (+345, +10,9%), la Toscana da 4.421 a 4.880 (+459, +10,3%), il Lazio da 3.724 a 4.052 (+328, +8,%), l’Abruzzo da 616 a 659 (+43, +6,9%), la Lombardia da 4.568 a 4.842 (+274, +5,9%), la Sardegna da 2.289 a 2384 (+95, +4,1%), l’Umbria da 825 a 858 (+33, +4%), l’Emilia-Romagna da 4.152 a 4.163 (+11, +0.2%). Per quanto riguarda le realtà che vedono una riduzione, la Valle d’Aosta passa da 82 a 55 casi (-27, -32,9%), il Veneto da 4.623 a 4.112 (-511, -11%), le Marche da 1.187 a 1.129 (-58, -4,8%) e il Friuli Venezia Giulia da 623 a 610 (-13, -2%).

A rischiare il passaggio in zona gialla dalla settimana prossima è soltanto la Sicilia. “Non si superavano seimila nuovi positivi in una settimana da tre mesi e mezzo – sottolinea Girolamo D’Anneo, dell’ufficio statistica del Comune di Palermo – l’ultima volta nella settimana dal 26 aprile al 2 maggio, con 6.683 nuovi positivi”. Per lasciare la classificazione “bianca” è necessario che l’occupazione dei posti letto sia superiore al 10% per quel che riguarda le terapia intensive e al 15% per i reparti ordinari. La Sicilia è al 9 e al 15% quindi non distante dal limite. La rilevazione della Cabina di regia si fa il martedì e quindi domani si capirà se il passaggio ci sarà o meno.

Oltre un quinto di letti in più occupati nelle terapie intensive

Seguono la tendenza alla crescita anche i ricoveri, che risentono dell’andamento dei casi con una quindicina di giorni di ritardo. Ieri nei reparti italiani c’erano 3.546 persone con il Covid, contro le 2.930 di domenica scorsa. Si tratta di 616 pazienti in più, cioè il 17,3%. La settimana scorsa la crescita era stata doppia, cioè del 34%. Nelle terapie intensive ieri c’erano 384 persone, contro le 299 di domenica 8 agosto. Si tratta di 85 pazienti gravi in più, cioè del 22,1%. In questo caso l’incremento è più che doppio di quello della settimana scorsa, quando fu del 10,3%. Siamo a circa un decimo dei ricoveri rispetto ai giorni peggiori. Il 4 aprile nelle terapie intensive c’erano 3.700 persone.

Crescono i decessi, sono stati in media 30 al giorno

Ieri il numero dei morti dall’inizio della pandemia è salito a 128.432. Nella settimana hanno perso la vita per il Covid 212 persone, cioè 30 al giorno, contro i 152 della settimana precedente. Prosegue l’incremento iniziato due settimane fa. Il dato non è alto ma conferma come l’andamento dei decessi segua ad alcune settimane di distanza quello dei casi.

I dati dell’Istituto superiore di sanità: un quarto dei contagi riguarda under 18

Un quarto dei contagi Covid in Italia negli ultimi 30 giorni riguarda ragazzi sotto i 18 anni. Solo il 5,22% delle persone colpite hanno più di 70 anni. I dati sono quelli della Sorveglianza integrata Covid-19 in Italia dell’Istituto superiore di sanità. Il numero più alto di contagiati si ha nella fascia 19-50, che pesa per il 54%. Completano il quadro i 51-70enni, che rappresentano il 15,6%.

Fonte: Repubblica

Condividi:

Di

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Su questo sito Web utilizziamo strumenti di prima o di terzi che memorizzano piccoli file (cookie) sul dispositivo. I cookie vengono normalmente utilizzati per consentire al sito di funzionare correttamente (cookie tecnici), per generare report di navigazione (cookie statistici) e per pubblicizzare adeguatamente i nostri servizi /prodotti (cookie di profilazione). Possiamo utilizzare direttamente i cookie tecnici, ma hai il diritto di scegliere se abilitare o meno i cookie statistici e di profilazione. Abilitando questi cookie, ci aiuti a offrirti un’esperienza migliore. Cookie policy