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Silvia e Maria Luisa sono assieme nel pomeriggio di giovedì. A contare i minuti in attesa di novità dalle indagini. E farsi coraggio a vicenda. Il chiodo fisso rimane il contenuto di quella dannata bottiglietta da mezzo litro, comprata per 15 euro dai loro figli, poco più che ragazzini, prima di morire la sera stessa nel sonno. “Devono avergli dato una dose letale di qualcosa che non sappiamo”, dice al telefono Silvia, madre di Flavio Presuttari e amica fraterna della mamma di Gianluca Alonzi. “Le indagini devono arrivare ad un punto, per capire cosa cavolo è successo” prosegue con la voce graffiata da giorni di pianto, alla ricerca di una spiegazione che possa dare un senso compiuto al dolore. 
 

Difficile credere due ragazzi robusti e in salute siano davvero stati uccisi nel sonno, senza appello e contemporaneamente solo da quella mistura giallastra che il presunto pusher fermato identifica in acqua e metadone. Per quanto micidiale fosse “erano 120 chili l’uno, alti 1.85 e 1.87. Cosa mai può averli uccisi?”, si domanda il padre di Flavio, Fabio Presuttari, anche lui medico, a Roma. “Onestamente – aggiunge – il metadone non dà questi sintomi. E poi, passare da nessun uso ad una conseguenza del genere il passo è lungo”.
 

“Mio figlio stava bene quella sera (lunedì, ndr). Eravamo alla chiesa di San Valentino con la mamma di Gianluca, mia sorella nella comunità neocatecumenale, a recitare il rosario – puntualizza Silvia con tono di assoluta convinzione – mentre loro erano là fuori al campo di calcetto. L’indomani avrebbero dovuto iniziare un periodo di volontariato al Comune di Terni e Flavio mi ha poi detto che alle undici e mezza sarebbe tornato a casa, per alzarsi presto la mattina seguente”. Alcuni adolescenti sentiti dalla Procura avrebbero, invece, riferito che i due, soprattutto Gianluca, stavano già male. Più tardi, a casa, “mi ha detto che stava andando a letto – racconta al contrario la madre di Flavio – e posso dire che stava bene. Se una persona sta male me ne accorgo accidenti, sono un medico”.
 
Anche la Procura di Terni sta verificando l’ipotesi del mix di droghe. Metadone, forse anche codeina, l’oppiaceo contenuto in alcuni sciroppi per la tosse. Un’altra soluzione potrebbe essere un’assunzione di sostanze associata a integratori sportivi, sequestrati nella cameretta di uno degli adolescenti e che verranno analizzati. I due amici erano infatti patiti per la palestra, “avevano la fissa per la dieta”, precisa il padre di Flavio, che non riesce a togliersi dalla testa “che qualcuno potrebbe avergli propinato qualcosa come soluzione per mangiare meno e dimagrire”.
 
Saranno comunque gli esiti dell’autopsia e degli esami tossicologici, previsti per sabato all’ospedale di Perugia, a decretare quali molecole abbiano fatto da killer e che direzione debba prendere la seconda parte delle indagini. Alla presenza di più sostanze assunte dai ragazzi potrebbero infatti corrispondere più spacciatori da individuare. 
 
Negli esami autoptici si cercheranno quei sintomi che nella vita degli amici di sempre i genitori non hanno mai rilevato. “È vero, qualche volta tornavano tardi la sera, ma erano adolescenti sereni come possono esserlo i ragazzi di oggi”, dice Fabio Presuttari. “Erano ragazzi seguiti, controllati, che non mai dato segni di utilizzo di sostanze. Siamo entrambi medici io e mia moglie, non siamo certo degli sprovveduti”, commenta ancora. Il procuratore di Terni, Alberto Liguori, in un incontro con la stampa aveva sottolineato a più riprese l’importanza del ruolo del controllo dei ragazzi da parte delle famiglie.
 
Per Silvia e Fabio quindi non c’era nessuna ombra nella vita dei ragazzi. In quella del figlio 16enne, che aveva appena concluso la seconda Scientifico, tra la vecchia passione per il rugby e l’interesse  per la fisica quantistica. “Negli ultimi tempi era sereno e gioioso”, dice mamma Silvia, e trascorreva le giornate con l’amico di sempre. Anche se ai genitori non andava giù quella passione per i rapper e la trap, “quella ‘monnezza’ musicale che non fa che inneggiare all’uso di sostanze”, dice il papà della più grande delle due vittime.
 
Intanto in serata il gip ha disposto la custodia in carcere per Aldo Maria Romboli, che le indagini del pm Raffaele Pesiri accusano anche di aver bevuto il cocktail di metadone diluito con i due ragazzi. Dalla Prefettura, invece, è arrivato il giro di vite dopo un comitato per l’ordine e la sicurezza incentrato sul tema dell’uso di sostanze stupefacenti. Nel territorio provinciale ci saranno più controlli nei luoghi di incontro dei ragazzi, che possono trasformarsi in aree di spaccio. Più divise, quindi, vicino a scuole e impianti sportivi.
 
Il sindaco di Terni, Leonardo Latini, ha deciso che sarà lutto cittadino nei giorni del funerale, che sarà celebrato nel Duomo probabilmente lunedì sera, quando i due amici riceveranno assieme l’ultimo saluto della città, per poi essere tumulati vicini. Flavio e Gianluca continueranno a stare assieme anche nel nome di un’associazione che i genitori stanno progettando di costituire “per stare vicini a tutti i figli che stanno per strada, perché queste cose non devono succedere, non possono succedere. Non si può andare avanti così – dice con amarezza Silvia – in questa dannata città”.Fonte: Repubblica

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