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i genitori di giulio regeni il governo vende armi allegitto bisogna scegliere tra commercio e giustizia - I genitori di Giulio Regeni: "Il governo vende armi all'Egitto. Bisogna scegliere tra commercio e giustizia"

 “Siamo persone normalissime che in pochi secondi si sono trovate in una situazione che ha cambiato la nostra vita e di chi ci sta intorno. Per Giulio, invece, la vita è stata addirittura interrotta. Se qualcuno pensava però che il dolore avrebbe affievolito le nostre menti si sbagliava: la nostra lotta per la verità prosegue. Sono stati però quattro anni duri e vorremmo sapere se l’unione europea sta con noi”. Lo ha detto Paola Effendi, madre di Giulio Regeni, il ricercatore di Cambridge trovato morto nel 2016 lungo l’autostrada che collega il cairo ad alessandria. Effendi è intervenuta nel corso della presentazione online del libro ‘Giulio fa cose’ scritto insieme al marito Claudio ed edito da Feltrinelli.
La mamma dello studente parla di una lotta determinata da “una reazione contro un’ingiustizia indicibile verso Giulio e i tanti Giulio in Egitto e nel mondo”. La morte del figlio “ha svelato una verità scomoda. Avremmo potuto accettare per comodità che quello che era successo fosse un caso isolato, ma la nostra coscienza non ce lo ha permesso. Sarebbe stato più semplice però: oggi attraversiamo la strada con una certa paura”.
Effendi punta poi il dito contro la “lentezza delle istituzioni” nell’esigere la collaborazione della magistratura egiziana per far luce sulla morte di Giulio, e solleva il problema “dell’Italia che vende armi all’Egitto, un fatto grave che non aiuta noi e tante altre persone”.
 Claudio Regeni, il papà di Giulio Aggiunge: “nelle indagini ci aspettiamo un ulteriore passo.L’attuale governo non si sta facendo rispettare abbastanza” anche in seno alle istituzioni europee, e questo fa sì che “manchi nella difesa della dignità dei propri cittadini”. Ma secondo il papà dello studente, bisogna fare una scelta: “mettere al primo posto i rapporti economici e commerciali oppure battersi per la giustizia”.

Infine, quanto al libro scritto insieme all moglie, Claudio Regeni spiega: “descriviamo quello che Giulio continua a fare: creare connessioni tra persone che, ascoltando la sua storia e la nostra lotta, si trovano in linea con i nostri valori”, certo che il figlio stia continuando “a portare i diritti umani nel mondo”.Fonte: Repubblica

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