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“I talebani hanno iniziato a entrare a Kabul e avanzano da ogni lato”: inizia con una frase del ministro dell’Interno afgano il giorno della caduta di Kabul. Una notizia che segna l’inizio della fine del governo del presidente Ashraf Ghani, che sarà sostituito a breve con un esecutivo ad interim guidato dall’ ‘Emirato islamico dell’Afghanistan’, ovvero i talebani

Sono ore drammatiche nella capitale, con migliaia di civili in fuga per paura di vendette da parte dei miliziani. I capi talebani hanno ordinato ai propri combattenti di astenersi da ogni violenza, permettendo “una transizione pacifica” e il passaggio a chi voglia lasciare la città. “Rispetteranno i diritti delle donne e consentiranno loro l’accesso all’istruzione”, assicura il portavoce per i media internazionali Suhail Shaheen parlando alla Bbc. Ma viene ribadito che non ci sarà un governo di transizione:. I talebani si aspettano la resa totale.

Il presidente Ghani ha lasciato il Paese

Fonti governative di Reuters riferiscono che il leader afgano è diretto in Tajikistan insieme ad alcuni suoi consiglieri. All’inizio della giornata, il ministro della Difesa, Bismillah Mohammadi, ha affermato che Ghani ha affidato l’autorità di risolvere la crisi nel Paese ai leader politici. E che domani una delegazione si recherà a Doha per colloqui sulla situazione. Fonti vicine ai talebani hanno affermato che è stato concordato che Ghani si dimetterà dopo un accordo politico e consegnerà il potere a un governo di transizione.

I talebani entrano in città per “proteggerla dai saccheggi”: 40 feriti

Un ospedale di Kabul ha reso noto su Twitter che “più di 40 persone” sono rimaste ferite in scontri alla periferia della capitale afghana e sono state ricoverate. I talebani avevano dichiarato di rimanere ai margini fino ad accordo avvenuto col governo. Ma uno dei capi, Zabihullah Mujahid, ha affermato che poiché le forze di sicurezza hanno lasciato Kabul e i loro posti di blocco, le forze talebane hanno deciso di entrare per prevenire il caos e il saccheggio. Nella stessa dichiarazione. Mujahid invita la popolazione a non aver paura dei talebani.

Il segretario di Stato Usa alla Cnn: “Risposta rapida se attaccati”

“Questa non è Saigon”, “gli Stati Uniti sono riusciti nella loro missione di fermare gli attacchi contro Washington”. Lo ha detto il segretario di Stato Usa Antony Blinken. In un’intervista alla Cnn, Blinken ha respinto ogni paragone tra la situazione a Kabul e la caduta di Saigon in Vietnam nel 1975, ribadendo che gli Stati Uniti hanno “raggiunto gli obiettivi” della guerra in Afghanistan. “Siamo andati in Afghanistan 20 anni fa con una missione e quella missione era regolare i conti con chi ci ha attaccato l’11 settembre. Abbiamo portato a termine questa missione”.

Il trasferimento di potere

Fonti di Tolonews sostengono che il presidente abbia lasciato il Paese. L’Associated Press ha riferito che negoziatori talebani sono diretti verso il palazzo presidenziale per preparare il “trasferimento” di potere. E Al Arabiya, citando due fonti del governo, conferma: “Il presidente Ashraf Ghani, nelle prossime ore lascerà il testimone a un governo ad interim controllato dai talebani”, probabilmente guidato dall’ex ministro dell’Interno Ali Ahmad Jalali.

I talebani a Kabul

Oramai la capitale è presa: Sky News annuncia che un corteo di insorti è in corso nel centro della città, mentre la Bbc riferisce che gli occupanti hanno preso il controllo di prigione e aeroporto di Bagram. Secondo l’agenzia russa Ria Novosti sono già all’interno dell’università, nella parte occidentale della capitale, dove hanno issato la loro bandiera. È stato un ingresso pacifico anche se in mattinata sporadici colpi di arma da fuoco – riferiti dal sito del Wall Street Journal – si sono uditi per strada e tutti i check-point dell’esercito sono stati abbandonati, gettando nel panico la popolazione.

Il corpo diplomatico

Diplomatici e cittadini dell’Unione europea si stanno spostando in località protette, pronti a lasciare il Paese. Elicotteri americani sono atterrati vicino all’ambasciata degli Stati Uniti per evacuare il personale. Veicoli blindati hanno iniziato a lasciare la sede diplomatica, probabilmente diretti verso l’aeroporto. Berlino ha spostato la rappresentanza diplomatica nella zona militare dell’aeroporto internazionale Hamid Karzai di Kabul e prenderà misure urgenti per evacuare il suo staff, ha scritto su Twitter il ministro degli Esteri, Heiko Maas.

In queste ore diplomatici e cittadini occidentali che vivono e lavorano a Kabul stanno lasciando l’Afghanistan, con un ponte aereo in cui sono coinvolti anche gli italiani. Stasera alle 21,30 decollerà dall’aeroporto della capitale  il volo dell’Aeronautica militare per il rimpatrio dei nostri connazionali presenti in Afghanistan, che con una mail sono stati invitati ieri dalla Farnesina a rientrare subito. Mosca ha invece scelto di rimanere. Non evacuerà la sua ambasciata e ha fatto sapere che “è pronta a collaborare col governo ad-interim”

Anche la Nato rimane a Kabul con un’esigua rappresentanza diplomatica. “La Nato valuta costantemente gli sviluppi in Afghanistan”, ha detto il funzionario di stanza in Afghanistan a Reuters, aggiungendo che la sicurezza del personale dell’alleanza è fondamentale. Dopo quasi due decenni, la Nato ha completato le operazioni militari nel Paese e ha ritirato la maggior parte delle truppe. L’alleanza gestisce ancora una rappresentanza diplomatica a Kabul. 

Il Regno Unito sta preparando l’evacuazione del personale dell’ambasciata a Kabul. Rimane in città l’ambasciatore, Sir Laurie Bristow, insieme a un piccolo gruppo di funzionari. Seicento soldati sono dispiegati nella capitale per l’evacuazione dei cittadini britannici rimasti e degli afgani che hanno collaborato con l’esercito di Londra

Conquistata Jalalabad 

Conquistata anche la città chiave di Jalalabad, nell’est dell’Afghanistan. Capitale della provincia di Nangarhar, è stata catturata senza combattere, come hanno spiegato all’agenzia tedesca Dpa due consiglieri provinciali e un residente. La cattura della città di Jalalabad con una popolazione stimata di oltre 280.000 abitanti e di altre aree della provincia dà agli insorti il controllo del valico di frontiera di Torkham, la più grande rotta commerciale e di transito tra l’Afghanistan e il Pakistan. I talebani ora controllano almeno 25 capoluoghi di provincia delle 34 province dell’Afghanistan. Tutte queste città sono state catturate in 10 giorni.

Cade anche Bamiyan

Anche Bamiyan, capoluogo dell’omonima provincia nell’Afghanistan centrale, è stata conquistata dai talebani, che controllano la residenza del governatore, il dipartimento di polizia locale e la sede dei servizi di intelligence. Lo ha annunciato su Twitter il portavoce Zabihullah Mujahid. La città di Bamiyan e la sua valle sono famose per i Budda distrutti proprio dai talebani esattamente 20 anni fa, nel 2001.

Fonte: Repubblica

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