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“Quando ho deciso di denunciare pubblicamente il ginecologo lo ho fatto anche e soprattutto per un motivo: ho pensato alle ragazze più deboli che magari non avrebbero avuto la capacità di difendersi”. Anna Maria, 33 anni, è la donna che con il suo racconto alla trasmissione televisiva Le Iene ha fatto partire l’indagine su Giovanni Miniello. Racconto che ora ha formalizzato in una denuncia, presentata in procura dal suo avvocato Cristiano Marinò. “Mi hanno contattato altre donne. C’è chi mi ha espresso solidarietà, chi mi ha detto grazie, perché purtroppo – dice – sono certa di non essere io l’unica sua vittima”.

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Lei si era rivolta a Miniello per una consulenza. Come è andata?
“Non riuscivo a rimanere incinta, per questo cercavo un ginecologo che approfondisse il mio caso. E così, l’11 giugno, mi sono recata nel suo studio. Credevo fosse un professionista capace, preparato”.

E invece?
“Guardi, forse è un sesto senso, non lo so, ma da subito il suo atteggiamento non mi ha convinto. Insomma era troppo espansivo, non si comportava come ci si aspetta da un medico. La visita è durata 45 minuti circa, all’inizio ha perso molto tempo perché mi ha mostrato, vantandosi, le sue pubblicazioni”.

E poi?
“Io gli ho spiegato il motivo della visita. E lui ha cominciato a parlami del papilloma virus, facendomi credere che sicuramente la causa del mio problema era proprio quella. Insisteva, sembrava sicuro. Mi fu detto che dovevo fare il pap test e un’altra visita, cioè, non so come dirlo, mi ha chiesto di girarmi, di assumere una determinata posizione”.

E a questo punto i suoi dubbi sul comportamento del medico sono aumentati.
“Sì, lui poi mi ha fatto vedere una foto. Diceva che è quello che si vedeva grazie a questo accertamento. Mi spiegava: ‘Li vedi, questi sono i batteri’. Ora mi viene da pensare che quella fosse una fotografia che ha mostrato a tutte le sue pazienti. Parlandomi del papilloma virus, mi ha indicato su alcuni fogli il nome delle pazienti, con l’età, che avevano avuto, a suo dire, lo stesso problema”.

E poi?
“È durante la parte finale della visita, quando mi stavo rivestendo, che mi toccò il seno, non lasciandomi neanche il tempo di capire quello che stava succedendo. Mi accarezzo con forza. dicendo che a lui piacevano le ragazze con il seno piccolo”.

Cosa è successo dopo?
“Quando sono uscita dal suo studio ero in una condizione molto particolare. Da un lato ero spaventata, convinta di avere un tumore, dall’altro arrabbiata per il mondo in cui aveva condotto la visita. Insomma avevo capito di essere trovata di fronte non a un professionista, ma a un uomo che stava approfittando del suo ruolo. E per questo ero arrabbiata”.

Quando ha deciso che avrebbe raccontato quello che le era successo?
“Quasi subito. Prima però ho voluto approfondire la diagnosi. E mi sono rivolta ad un’altra dottoressa, poi un’altra ancora. E la risposta è stata certa: non avevo alcun tumore”.

Intanto lei aveva contattato anche un legale, il suo avvocato?
“Sì, ogni mia scelta è stata condivisa con il mio avvocato, senza il suo supporto non avrei intrapreso questo percorso. Ho così contattato Miniello perché avrebbe dovuto darmi il risultato del pap test. Lui mi ha detto che l’esito era negativo, ma che questo tipo di analisi non è affidabile. E mi ha spiegato che solo lui e un’altra persona di Roma avrebbero potuto guarirmi, con un rapporto sessuale. E mi ha indicato un appuntamento dove avremmo potuto incontrarci. Io però ho registrato la telefonata. E da allora non l’ho più sentito”.

E si è rivolta alle Iene?
“Sì, perché altrimenti sarebbe stata la sua parola contro la mia. Nessuno mi avrebbe creduta”.

La sua è stata una scelta coraggiosa.
“Una scelta che ho sentito di fare per me, ma soprattutto per le altre donne magari più deboli. Ho pensato alle ragazze più giovani che magari non avrebbero trovato il coraggio di opporsi, alle donne realmente ammalate di tumore, alla loro disperazione che magari avrebbe potuto spingerle a credere a questo uomo. Ora so di aver fatto la cosa migliore per me e per loro. Mi sono esposta e in tante mi stanno contattando e questa è la dimostrazione che Miniello non è comportato così solo con me ma anche con altre pazienti”.

Fonte: Repubblica

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