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084054298 d3f9ff0b 7bff 4f71 8e4f 5bfb7610069f - Il giorno delle manifestazioni no Green Pass, ma l'Italia non si blocca

Migliaia in piazza, ma l’Italia non si ferma. A Trieste, Milano, Firenze, Genova, Ancona e più tardi napoli, Roma sta andando in scena la protesta dei “Non Green Pass” nel G-Day, il giorno in cui la Certificazione verde diventa obbligatoria per accadere al proprio posto di lavoro, pubblico e privato. Non un corteo unico, ma una costellazione di iniziative diffuse, a macchia di leopardo, sparpagliate sul territorio: picchetti alle fabbriche, scioperi al porto, blocco delle strade, sit-in ai tribunali, manifestazioni nelle piazze: centinaia di rivoli che hanno rallentato le attività ma non le hanno interrotte. Il coordinamento è tutto su Telegram, nei gruppi e nelle chat “No Gren Bass – Vinciamo insieme”, “No Green Pass – Adesso basta” e così via.

VIDEO SCHEDA – Green Pass, le regole per accedere ai luoghi di lavoro

Duemila in strada a Cagliari al grido “libertà, libertà” e “Bassetti terrorista” hanno sfilato da piazza del Carmine, dove un’imponente schieramento di forze dell’ordine ha presidiato l’ingresso dell’ufficio di rappresentanza del Governo e del Tar, per arrivare davanti all’assessorato regionale della Sanità e quindi sotto il palazzo della Regione per concludere una manifestazione che ha bloccato per circa un’ora le principali strade del centro cittadino. Alcuni momenti di tensione si sono vissuti in via Pola quando sui no-green pass che transitavano in corteo è piovuta una secchiata d’acqua.

Dopo l’assalto e la devastazione della sede nazionale della Cgil e gli scontri nel centro di Roma, l’attenzione resta alta sulla Capitale per la manifestazione spostata dalla questura dalla Bocca della Verità al Circo Massimo, dove è possibile contenere “un numero maggiore di persone, superiore a quello dichiarato dal promotore” – come accaduto appunto il 9 ottobre – e per allontanare il ‘sit-in’ dagli “uffici impegnati nella gestione delle consultazioni elettorali”. Blindati i palazzi istituzionali e gli obiettivi sensibili.

Ma l’allerta non è solo su possibili contestazioni violente, anche se il dipartimento di Pubblica sicurezza parla di possibile “pretesto” per un “ulteriore inasprimento dei toni” della protesta, con azioni verso “obiettivi esposti a rischio” e con “possibili episodi di contrapposizione tra gruppi aderenti a opposti estremismi”. Ma anche sui rischi di iniziative davanti a ingressi aziendali, aeroporti, porti, punti di snodo stradale, autostradale e ferroviari, “finalizzati a creare disagi con possibile intralcio alla regolarità dei servizi e delle attività produttive”.

“L’Arma ha dato ordine a tutti i carabinieri alloggiati nelle caserme di uscire dalle camerette se non sono in possesso dal Green pass da questa mezzanotte”. A darne notizia è il Nuovo sindacato carabinieri, spiegando che il comando generale “avrebbe dato la disposizione di ordinare a chi occupa le camere di lasciarle, paragonando l’alloggio a luogo di lavoro”, già dalla notte scorsa. “Nessun decreto ha mai imposto una azione del genere che non ha precedenti nella storia dell’Arma”, prosegue il sindacato che “interverrà in ogni luogo per difendere i propri colleghi cacciati in mezzo alla notte”

Lo sciopero dei portuali di Trieste, decisi a incrociare le braccia a oltranza fino alla cancellazione del Green Pass, nonostante il veto dell’Autorità garante per il mancato preavviso della protesta, è quello che raccoglie il maggiore entusiasmo del popolo dei No Pass. Si rischiano, come per la carenza di autotrasportatori in regola, code, mancate consegne, ritardi, blocchi operativi. “Saremo trentamila, da tutta Italia” dicono gli organizzatori da Trieste. “Dobbiamo fare come loro, bloccare tutto fino a quando non ritirano l’infame Pass”, “Parte la resistenza e resistenza sia”, rilanciano le chat, dove ci si divide sulle pratiche tra non violenza (la maggioranza) e tensioni.

A Firenze è previsto un presidio, annunciato da un volantino diffuso sui social a Santa Maria Novella. A Milano è convocato un presidio davanti al Palazzo di Giustizia e per questo è stato rafforzato il servizio di sicurezza in corso di Porta Vittoria. A Venezia gli appuntamenti sono a San Geremia e alle 15 a Mestre. A Bologna in piazza Maggiore, a Torino davanti alla Fiat, in piazza Castello, alla Pirelli. La Cub, Confedazione unitaria di base, di Savona ha invece annunciato un presidio davanti alla Prefettura. A Genova i fronti sono al porto e in piazza De Ferrari.

E ancora ci saranno i blitz nelle università degli studenti No Green Pass con i tentativi di bloccare le lezioni: la Statale di Milano, La Sapienza a Roma, Padova, Pavia, Bologna. Oltre ai disagi dei servizi ridotti e dei bus non regolari per le mancanza di autisti senza il Green Pass: cosi in Romagna o Friuli Venezia Giulia.

La protesta contro il Green pass fa registrare una data storica per Sigonella: il primo sit-in dell’aeronautica davanti ai cancelli d’ingresso della base militare italiana contro “il certificato verde  pagamento”. Il presidio, a cui hanno partecipato alcune decine di manifestanti, è stato promosso dal Sindacato aeronautica militare (Siam), e si è svolto negli orari previsti: dalle 7 alle 07.25. La protesta pacifica, ha spiegato Alfio Messina del Siam, riguarda “la libertà di entrare liberamente nel luogo di lavoro senza dover mettere mano al portafoglio e di poter usufruire di tamponi gratuiti, garantiti dallo Stato”.

Fonte: Repubblica

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