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È un lockdown decisamente più soft di primavera quello scattato questa mattina alle 5 in tutta Italia. La lista dei negozi rimasti aperti per decisione del governo è in realtà lunga (si va dai parrucchieri ai biciclettai) e così già dalle prime luci del mattino, con le serrande ancora chiuse per via dell’orario, in molti si sono messi in fila per ritirare ingredienti e preparazioni per il cenone della Vigilia e il pranzo di Natale o per gli ultimi acquisti tra librerie, cartolerie, negozi di giocattoli, di intimo o di scarpe per bambini.

Aperti anche alcuni grandi negozi all’ingrosso ma solo per alcune categorie di lavoratori: è così, ad esempio, a Ikea che oggi, il 27 e il 31 dicembre, il 2, il 3 e il 5 gennaio terrà aperti i cancelli ai possessori di partita Iva in tutta Italia tranne che nei punti vendita di Brescia, Cagliari, Gorizia Villesse, Napoli, Padova e Roma Porta di Roma.

Sui social network e nelle chat, anzi, c’è grande stupore per la quantità di esercizi commericiali di vario genere che non sono stati costretti a chiudere, al contrario della “serrata” di marzo. Le immagini però raccontano anche di un giorno comunque sospeso tra le feste da trascorrere in casa, il rispetto delle norme e delle raccomandazioni e la paura dei contagi e degli assembramenti: sono più le luci accese dei negozi delle persone in strada. Con qualche eccezione.

Intanto, fa sapere il Viminale, nelle ultime 24 ore sono 100.769 le persone controllate: 732 sono state sanzionate e altre 8 denunciate per aver violato la quarantena. Le verifiche su attività ed esercizi commerciali sono state invece 13.018: 17 i negozi chiusi e 85 le sanzioni per gli esercenti.

Roma

La capitale ha un abito inusuale con poco traffico sia in centro che nei quartieri. La corsa ai regali dei giorni scorsi sembra finita, complice il minor numero di persone che oggi ha dovuto o potuto recarsi al lavoro, una lieve pioggia del mattino e un cielo grigio che va però via via schiarendosi. Fuori dai supermercati e dagli alimentari ci sono file anche di una decina di persone per gli ultimi acquisti. Code anche davanti alle farmacie e ai gazebo per il test del coronavirus. A Prati i clienti raccontano di bar pieni per la colazione a porta via, gente tra i negozi rimasti liberi di tirar su le saracinesche, ma poche auto. A Testaccio i residenti sono in fila in piedi fuori dai negozi di gastronomia mentre nei mercati il contingentamento è stato potenziato ma la ressa non c’è. In zona San Paolo, in una delle strade più piena di negozi come via Chiabrera quasi tutto è aperto, ma in giro si vedono pochi volti. Diversi i posti di blocco in vari punti della città, uno in centro anche a piazza Venezia. Il traffico è un pò più accentuato, ma comunque scorrevole, nelle zone semicentrali. Intensificati anche i controlli anche in porti, aeroporti, stazioni ferroviarie e della metro.

Palermo

Il traffico “monolitico” che ha caratterizzato Palermo negli ultimi giorni si è frantumato in questo primo giorno di parziale lockdown per le feste natalizie e le strade sono tornate semi vuote illuminate da un sole primaverile. Sono però affollati i mercati popolari come quello in via Montalbo, Ballarò e il Capo. Lunghe file – con le persone non proprio distanziate – davanti ai pescivendoli e ai macellai. Nel resto della città, di certo non deserta come durante il lockdown deciso per la pandemia la scorsa primavera, ci sono pochi passanti, si vede qualche famiglia in bicicletta e giovani in monopattino. Qualcuno approfitta dei negozi che possono stare aperti per fare gli ultimi aquisti da mettere sotto l’albero. Poche anche le pattuglie, due blocchi di forze dell’ordine sono alla stazione centrale mentre i vigili urbani controllano alcune piazze del centro e le entrate delle arterie pedonalizzate come corso Vittorio Emanuele e via Maqueda.

Genova

Anche questa mattina le code ci sono state, ma non di genovesi in attesa per entrare nei negozi di alimentari. Incolonnati in attesa di entrare in porto questa mattina erano decine di camion in arrivo a Genova. Il motivo sembra sia dovuto ad una ridotta apertura dei varchi doganali. Per il resto, in città poca gente, qualche runner solitario e i controlli delle forze dell’ordine.

Perugia

Via vai di persone ridotto al minimo pure a Perugia. Uno scenario insolito per un 24 dicembre in centro storico che ha il sapore del lockdown della scorsa primavera, anche se in questo caso qualche differenza si nota. “Qualcuno neanche sa che siamo aperti come tipo di attività anche perché quando la gente sente ‘zona rossa’ non va a guardare nel dettaglio” commentano i proprietari di una profumeria in via Calderini. C’è comunque chi ha approfittato per fare gli ultimi pacchetti regalo per parenti e amici, come afferma Silvia appena uscita da un negozio di calze in piazza della Repubblica: “Sapevo che apriva, sono venuta qua approfittando della tranquillità, rispetto alla giornata caotica di ieri con molta gente in giro, per fare un regalo alla mia amica. Ed ora me ne torno a casa”. Anche in libreria c’è qualche movimento, ma nessuna fila. Le uniche, per il momento, sono quelle agli ingressi di panetterie, forni, alimentari e anche farmacie. Quasi tutti i bar del centro storico perugino hanno deciso per la chiusura, salvo qualche rarissima eccezione e comunque sono meno di quelli che si possono contare su una mano. “Visto che c’è la possibilità dell’asporto – afferma il gestore di un locale in via Mazzini – rimango aperto”.

Shopping in zona rossa, a Bari 800 agenti per i controlli

747776 thumb rep vigilia di natale gente in citta - Il lockdown "morbido" di Natale. Molti negozi aperti, mercati affollati e tutti in fila davanti alle pescherie

Catanzaro

Nemmeno la “zona rossa” e la preoccupazione per la pandemia fermano la corsa agli ultimi acquisti per il cenone di Natale e il pranzo del 25 dicembre. Sin da ieri si registrano negozi affollati soprattutto per i generi alimentari. Prese d’assalto le pescherie con l’obiettivo di organizzare il classico menù a base di pesce per la sera della Vigilia, ma anche le macellerie risultano impegnate nel consegnare i prodotti tipici per il pranzo di Natale. Anche in fila però c’è quasi ovunque grande attenzione alle restrizioni legate al Covid-19. Alcuni esercizi hanno organizzato anche il controllo della temperatura corporea all’ingresso, contingentando gli ingressi per evitare assembramenti all’interno dei locali. Rispettato anche l’uso della mascherina con eccezioni molto rare.

Napoli

Tanti i controlli a Napoli, soprattutto nei luoghi della movida, presidiati da poliziotti, carabinieri, guardia di finanza e polizia municipale. Nel corso dei controlli sono stati inflitti cinque giorni di chiusura ai danni di un ristorante sorpreso in piena attività ieri sera dagli agenti del commissariato Vicaria-Mercato in via Calasanzio, zona Duchesca. La polizia è intervenuta anche in vico Tutti i Santi, nel borgo Sant’Antonio Abate: sorpresi sette minori, tutti napoletani tra i 13 e i 17 anni, sanzionati per inottemperanza delle misure anti Covid-19 riaffidandoli ai genitori.

Fonte: Repubblica

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