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LONDRA – Oltre 7 mila denunce di abusi o violenze subite, verbali e fisiche, per quella che pare essere una “cultura dello stupro” soprattutto nelle scuole e università britanniche: è il “MeToo” delle studentesse britanniche e quello che potrebbe presto diventare “uno scandalo a livello nazionale”. A usare termini così netti non è un tabloid bensì Simon Bailey, uno dei capi della polizia britannica e, tra le altre cose, addetto alla protezione di bambini e teenager del Regno Unito. 

Bailey ha parlato al Times di un tema shock di cui si discute Oltremanica da giorni: ossia la cultura delle molestie, dello stupro, del machismo e del sessismo soprattutto negli istituti scolastici e atenei del Regno. Dove, sempre secondo Bailey, sarebbero stati “insabbiati” molti casi per proteggere la reputazione delle scuole. Le denunce, arrivate in massa nelle ultime ore, sono state registrate dal sito “Everyone’s Invited”, una piattaforma appositamente creata a fine dello scorso anno affinché i minorenni, e non solo, possano denunciare in maniera anonima gli abusi subiti.

Negli ultimi giorni le segnalazioni sono state moltissime, da ragazze ma anche ragazzi, addirittura un/a bambino/a di nove anni: si va da molestie fisiche e verbali, ad abusi e stupri, a volte dopo che le vittime sono state drogate. In alcuni casi, le immagini delle violenze sono state postate anche sui social network. Ma le denunce sono giunte, seppur in percentuale minore, anche da persone adulte, di qualsiasi sesso. “Questo dimostra che si tratta di un problema universale”, dice alla Bbc Soma Sara, giovane attivista che ha fondato il sito “Everyone’s Invited”, “perché c’è stato un chiaro aumento dei casi e delle fasce di età e popolazione coinvolte”. 

Le identità delle vittime sono rimaste anonime sul sito, ma non le scuole dove sarebbero avvenuti i terribili episodi. L’ultima è stata il Dulwich College, dove studiarono i grandi scrittori P.G. Wodehouse, Raymond Chandler e anche il re della Brexit, Nigel Farage. In questo istituto un ragazzo ha scoperchiato il vaso di Pandora raccontando tutto il maschilismo e sessismo dei suoi simili. La sua denuncia ha dato coraggio a molte ragazze che ora denunciano tutto. Ma ciò sta accadendo anche in diverse scuole private di Londra. Molti ragazzi e ragazze avevano in mente di protestare venerdì scorso, uscendo dall’aula. Qualcuno lo ha fatto, altri no, anche per le restrizioni anti Covid. 

Ma il disagio è crescente tra i giovani e gli adolescenti, soprattutto dopo il tragico omicidio di Sarah Everard, la donna 33enne rapita e uccisa qualche settimana fa a Londra da un poliziotto mentre tornava a casa. Le polemiche dei giorni successivi, con i disordini tra polizia e manifestanti alla veglia per lei, hanno scatenato le proteste di moltissime donne per le molestie, gli abusi e le discriminazioni che subiscono ogni giorno nel Regno Unito. Un recente sondaggio aveva decretato, su migliaia di ragazze ascoltate, come praticamente tutte abbiano ammesso di aver subito molestie o abusi verbali o fisici in casa e/o a scuola e come solo il 5% di esse li abbia denunciati.

Fonte: Repubblica

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