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WASHINGTON – Un altro motivo di tensione tra Stati Uniti e Cina dopo la chiusura della sede diplomatica a Houston. Una ricercatrice cinese sarebbe entrata negli Usa con un visto falso negando legami, che invece secondo gli americani ha, con l’esercito di Pechino. Interrogata dall’Fbi il 20 giugno e incriminata il 26, Tang Juan ha negato tutto ed è scomparsa rifugiandosi probabilmente nel consolato di San Francisco.

Le affermazioni della biologa sulla sua non appartenenza all’esercito cinese sarebbero state smentite, secondo i federali, dalle foto che la mostrano mentre indossa l’uniforme di cadetto dell’esercito popolare. Tang “ha negato di aver militato dell’esercito” spiegando che l’uniforme era obbligatoria nella sua università perché era una scuola militare.

La vicenda rientra in una più ampia inchiesta dei procuratori federali su un programma condotto dai militari cinesi, attraverso le loro università e centri di ricerche, “per mandare scienziati militari negli Usa sotto false coperture”. “Ci sono prove che in almeno un caso uno scienziato ha copiato o rubato informazioni di istituzioni americane su diretto ordine dei superiori militari in Cina”, affermano i procuratori. Il mese scorso è stato arrestato all’aeroporto di Los Angeles Xi Wang mentre stava cercando di rientrare in Cina. Anche lui è stato accusato di aver frodato le autorità nel richiedere il visto. Il ministero degli Esteri cinese ha definito l’arresto di Wang, specializzato nella ricerca per le malattie cardiovascolari, “una sfacciata persecuzione politica”.

Mercoledì Pechino ha promesso vendetta per la chiusura di Houston, voluta da Washington un giorno dopo che la Giustizia americana aveva accusato due hacker cinesi di essersi introdotti nelle Reti di società in tutto il mondo. Su Twitter il senatore repubblicano Marco Rubio, presidente della commissione di intelligence del Senato, ha affermato che il consolato di Houston era un “nodo centrale della vasta rete di spie del Partito comunista”.

“Gli Stati Uniti stanno sorvegliando, molestando e reprimendo studenti e ricercatori cinesi negli Usa, imponendo loro una colpa, che è una persecuzione politica che vìola gravemente gli interessi dei cittadini cinesi”. Cosi la risposta di Pechino alla caccia a Tang.Fonte: Repubblica

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