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“Il nuovo ponte va consegnato nelle mani del concessionario autostradale in essere al momento”. Con queste poche righe il Ministero delle Infrastrutture, lunedì scorso, ha confermato al commissario per la ricostruzione, il sindaco Marco Bucci, quanto comunicato già un anno fa in una lettera intercorsa tra i due enti, ovvero che il nuovo viadotto deve essere dato alla concessionaria titolare della tratta autostradale attraversata, ovvero la A10 Genova-Savona.

Quei 1067 metri del nuovo viadotto, disegnato da Renzo Piano, non possono essere espunti dal resto della tratta e affidati ad altri soggetti, ma allo stesso con cui si connette il viadotto, che sarà ultimato il 29 luglio per essere inaugurato, salvo contrattempi dell’ultima ora, sabato primo agosto.

Nel frattempo, la struttura commissariale ha tuttavia affidato ad altri soggetti, attraverso richiesta di manifestazione di interesse, le ultime incombemnze che restano da compiere sul ponte, ovvero l’ispezione statica, l’ispezione dinamica, il collaudo: compiti che saranno svolti da un pool di aziene tra cui Anas, come conferma il sindaco Marco Bucci: “Abbiamo già affidato tutti i lavori, che saranno terminati entro il 29 lulio come da cronoprogramma”. Proprio ieri è arrivato l’asfalto e sono iniziate le attività di pavimentazione e di posa delll’asfalto medesimo.

L’affidamento della gestione del Ponte ad Autostrade deve tuttavia passare ancora attraverso un bivio fondamentale che è rappresentato dalla pronuncia attesa per oggi, da parte della Corte Costituzionale, sul ricorso presentato da Aspi contro l’esclusione di Autostrade dai lavori di ricostruzione del ponte decisa con il Decreto Genova dell’autunno 2018, varato dall’allora governo gialloverde.

Se il ricorso sarà accolto, sarà un’arma all’interno dell’esecutivo in più per chi è contrario alla revoca della concessione ad Autostrade (che vedrebbre la holding Atlantia rimanere nella compagine azionaria, magari con un riassetto e l’ingresso di Cassa Depositi e Prestiti), mentre in caso contrario, se Autostrade non dovesse veder riconosciute le proprie ragioni, la strada della revoca stessa tornerebbe più praticabile, anche se a questo punto i tempi sono stretti perché questo possa avvenire prima della consegna delle chiavi del viadotto il prossimo 29 luglio.

Fonte: Repubblica

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