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“Il mare mi porta lontano, penso a Istanbul, penso a Santa Sofia, sono molto addolorato”. Così il Papa, parlando dopo la preghiera dell’Angelus a San Pietro, ha voluto esprimere il suo rammarico per la decisione della Turchia di riconvertire in moschea l’ex basilica e ora museo di Istanbul. Dopo aver salutato “tutti coloro che lavorano sul mare, specialmente quelli che sono lontani dai loro cari e dal loro Paese”, Francesco ha alzato lo sguardo e ha espresso, non senza una nota di commozione nella voce, il suo dolore.

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“In questa seconda domenica di luglio ricorre la giornata internazionale del mare. Rivolgo un affettuoso saluto a tutti coloro che lavorano sul mare, specialmente quelli che sono lontani dai loro cari e dal loro paese. Saluto quanti sono convenuti stamattina nel porto di Civitavecchia – Tarquinia per la celebrazione eucaristica. Il mare mi porta un po’ lontano. Il pensiero a Istanbul, penso a Santa Sofia. Sono molto addolorato”, ha detto il Papa.

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La lettera del Consiglio mondiale delle chiese

Il Consiglio mondiale delle chiese (Cec) ha scritto al presidente turco Recep Tayyip Erdogan esprimendo “dolore e sgomento” per la sua decisione di convertire Santa Sofia in una moschea.

Ioan Sauca, segretario generale ad interim della Cec, scrive nella lettera che dal 1934 Santa sofia “è stata un luogo di apertura, incontro e ispirazione per persone di tutte le nazioni e religioni”.

La chiesa fu costruita per la prima volta 1.500 anni fa come cattedrale cristiana ortodossa e fu convertita in moschea dopo la conquista ottomana nel 1453. Nel 1935, tuttavia, divenne un museo ed è ora patrimonio mondiale dell’Unesco.

“Sono obbligato a comunicare il dolore e lo sgomento del Consiglio mondiale delle chiese e delle sue 350 chiese membri in oltre 110 paesi, che rappresentano più di mezzo miliardo di cristiani in tutto il mondo, al passo che hai appena preso”, si legge nella lettera.

“Decidendo di riconvertire la Basilica di Santa Sofia in una moschea, si inverte quel segno positivo dell’apertura della Turchia, in un segno di esclusione e divisione”, prosegue, aggiungendo che purtroppo la decisione in Turchia è stata presa senza preavviso o discussione con l’Unesco in merito all’impatto della decisione sul valore universale di Santa Sofia.

Trasformare un “luogo emblematico” come Santa Sophia da un museo a una moschea “inevitabilmente creerà incertezze, sospetti e sfiducia, minando tutti i nostri sforzi per riunire persone di fedi diverse al tavolo del dialogo e della cooperazione”.

il papa molto addolorato per santa sofia che diventa moschea a istanbul 3 - Il Papa: "Molto addolorato per Santa Sofia che diventa moschea a Istanbul"

La preghiera dedicata al mare

“La celebrazione della Domenica del Mare – scrive il prefetto del dicastero per lo Sviluppo umano integrale, il card. Peter Turkson – in particolare da parte dei cristiani, deve invitare tutti noi ad esercitare “un’opzione preferenziale per i poveri” marittimi, una scelta a vivere in solidarietà con loro. San Giovanni Paolo II ha chiamato la solidarietà una “virtù” e l’ha definita un “impegno irrinunciabile per il bene del prossimo”.

E riprendendo le parole di Kitack Lim, segretario generale dell’Organizzazione Marittima Internazionale, il cardinale Turkson sottolinea nel suo messaggio: “Non siete soli. Nessuno vi abbandonerà, perché con voi ci sono cappellani e volontari della Stella Maris sempre pronti a rispondere alla vostra chiamata, a porgere un orecchio compassionevole e a pregare per il vostro benessere e la sicurezza delle vostre famiglie”.

Infine il porporato annuncia: “il prossimo mese di agosto l’intenzione della preghiera universale, che esprime la grande preoccupazione di Papa Francesco per l’umanità e la missione della Chiesa, sarà dedicata al mondo marittimo. Tutte le comunità cattoliche del mondo saranno invitate a pregare per tutti coloro che lavorano e vivono del mare, tra cui i marittimi, i pescatori e le loro famiglie”.

Zarga, presidente comunità islamica di Savona

“Siamo vicini al pensiero di Papa Francesco”. Così Zahoor Ahmad Zargar, presidente della Comunità islamica savonese, commentando le parole di Papa Francesco che si è detto addolorato per la conversione di Santa Sofia a moschea.

“Un’azione che non mi meraviglia, un atto di forza di coloro che detengono il potere con la forza – ha detto ancora Zargar – Credo che sarebbe dovuto rimanere tutto come era. Non c’è democrazia, non c’è rispetto per gli altri: bisogna dare voce a tutti e tutti abbiamo stessi diritti”.

Fonte: Repubblica

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