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ROMA – Dalla sua stanza di sindaco di Pozzallo, Roberto Ammatuna (Pd) scruta con ansia l’orizzonte mettendo in conto che nelle prossime ore potrebbe veder comparire la Ocean Viking.

Sindaco, se i 180 migranti dovessero essere fatti sbarcare a Pozzallo sarebbe preoccupato?

“Proprio nelle scorse ore è stato in fretta e furia svuotato l’hotspot al porto trasferendo gli altri migranti che erano in quarantena. L’accoglienza è sempre stato il fiore all’occhiello di Pozzallo ma, adesso da sindaco e medico quale sono, dico che al dovere di far scendere presto a terra queste persone devastate fisicamente e psicologicamente che arrivano dalla Libia, dobbiamo coniugare il dovere di rassicurare i nostri cittadini che hanno paura di un possibile contagio nel momento in cui queste persone vengono fatte scendere a terra”.

E allora? Quale soluzione possibile suggerisce?
“Tamponi a bordo subito per tutti i migranti. Parlo da sindaco ma anche da medico che ha lavorato alla Asp. È tecnicamente possibile effettuare i tamponi sulla Ocean Viking e, in futuro, su altre navi che dovessero arrivare. E se non fossero disponibili subito un numero così elevato di tamponi si potrebbero fare i test sierologici per avere intanto un’indicazione e agire di conseguenza”.

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E se ci fossero dei positivi come è accaduto in altri sbarchi?
“Io sono pronto subito ad accogliere nel nostro hotspot i migranti in isolamento fiduciario come è stato fatto con coloro che sono sbarcati dalla mare Jonio e che sono stati trasferiti proprio ieri. Ma se tra di loro ci fossero dei positivi il governo dovrebbe farsi carico di sistemarli in strutture adeguate. Che non possono essere in mezzo ai centri abitati”.

È proprio questa la difficoltà del governo. Gli amministratori locali non vogliono rischi.
“Le navi quarantena sono una soluzione adeguata. Su questo siamo tutti d’accordo e da Lampedusa a Pozzallo lo abbiamo chiesto subito. L’estate è solo all’inizio, il Covid è anche in Africa. Dobbiamo garantire accoglienza e cure a questa gente e sicurezza per le nostre comunità”.Fonte: Repubblica

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