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BRUXELLES – Effetto emulazione. O meglio, effetto propagazione. La violenta manifestazione di Forza Nuova a Roma ha lasciato segni anche a Bruxelles. Le scene dell’assalto al principale sindacato italiano hanno formato un deposito di preoccupazione nei Palazzi della Ue. Una paura sottile. Che quell’episodio possa trasformarsi in un esempio. Da esportare nel resto del Continente già attraversato da fenomeni di estremismo radicale.

Quel che è successo ieri durante la riunione dei capigruppo del Parlamento europeo, allora, ne è la prima dimostrazione. In vista della sessione plenaria che la prossima settimana si terrà a Strasburgo, i rappresentanti di tutti i gruppi erano chiamati a concordare l’ordine del giorno. Gli esponenti italiani del Pse hanno chiesto un dibattito proprio su quel che è accaduto nel nostro Paese e sulla crescita degli estremismi di destra in Europa. Subito è venuto il no dei conservatori dell’Ecr, guidati da Raffaele Fitto, e dei sovranisti di Identità e Democrazia, pilotati dal leghista Marco Zanni. “Si faccia il dibattito ma su tutti gli estremismi”, era la loro richiesta. A bloccarli non ci hanno pensato solo i socialisti di S&D. Contro si sono schierati anche i Popolari europei con il neoconfermato capogruppo, il tedesco Manfred Weber. Il primo segno tangibile che i detriti di quel furore si sono poggiati in molti Paesi dell’Unione provocando non poco allarme.

Del resto, la domanda secca e precisa che solo quattro giorni fa il presidente tedesco Steinmeier ha rivolto al capo dello Stato italiano, Sergio Mattarella, durante la sua visita a Berlino è un’altra testimonianza che quelle immagini non sono certo passate inosservate. Anche in Germania, dove nello stesso giorno, l’autorevole giornale Die Welt titolava “Il grande ritorno del Paese con Draghi”.

Non si tratta solo di un timore rivolto nei confronti di un partner dell’Unione, ma del sospetto che una certa rete abbia ormai messo in collegamento in tutto il Vecchio Continente l’estrema destra e i No Vax. E che quindi possa rinvigorirsi per un mero effetto imitativo. Come ben spiegava la ricerca pubblicata il mese scorso da Eurobarometro, l’Italia aveva retto l’impatto della propaganda contro il vaccino e contro il Green pass. Si era rivelata un argine. Basti pensare che in quel sondaggio il 29 per cento degli europei – e in questa percentuale il contributo maggiore veniva dalle nazioni guidata da governi sovranisti – non considerava un “dovere civico” vaccinarsi. La quota italiana, invece, scendeva al 20. Roma veniva giudicata una barriera contro l’onda “novaxista”.

Il caso “Forza Nuova”, insomma, sta alimentando dubbi. Almeno in relazione al pericolo di una diffusione “virale” della violenza. L’altro ieri, nel corso della riunione collegiale della Commissione, nessuno ha parlato di quel che era capitato nella sede della Cgil. “Non lo abbiamo fatto – spiegava però un commissario – perché non era presente Gentiloni, impegnato a Washington. Se Paolo ci fosse stato, di certo gli avremmo chiesto informazioni. Almeno alla fine della riunione”.

Non è escluso che in modo del tutto informale, qualcuno dei leader Ue possa farlo direttamente con Mario Draghi in occasione del prossimo Consiglio europeo di giovedì prossimo. Se accadrà, di certo non desterà sorpresa. Perché, appunto, molti sono rimasti impressionati da quella manifestazione che ricordava l’assalto dei trumpiani a gennaio al Campidoglio di Washington. Perché l’effetto-emulazione può danneggiare in particolare chi sta per affrontare una campagna elettorale. È il caso della Francia. E Macron vuole allontanare il più possibile il rischio di affrontare nei prossimi mesi una eventuale nuova ondata di “gilet gialli” trasformati in sostenitori anti-vaccino. Considerato che Maxime Nicole, uno dei leader della protesta “gialla”, ora è su quella linea. Insieme a Florian Filippot, ex braccio destro di Marine Le Pen. E con ogni probabilità anche il premier spagnolo, il socialista Pedro Sanchez, non deve aver gradito la presenza di Giorgia Meloni al comizio della destra sovranista di Vox a Madrid.

Fonte: Repubblica

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