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Il funambolo Andrea Loreni ce l’ha fatta. Ha attraversato sul “filo” (ossia trecento metri di cavo d’acciaio dal diametro di quattordici millimetri) a venti metri d’altezza, da sponda a sponda il lago di Ceresole Reale, nel parco del Gran Paradiso. Un’impresa straordinaria alla quale hanno assistito, occhi al cielo e fiato sospeso, circa duemila persone.

Così due giorni fa Loreni, 46 anni, il più famoso funambolo italiano, specializzato in grandi altezze, torinese, papà di una bambina di sette anni, Frida, aveva scritto sul suo profilo Facebook: “La traversata sulla diga di Ceresole Reale sarà la più lunga della mia carriera. Sarà la possibilità di osservare nuovi panorami interiori e scoprire altri aspetti di me; sarà la possibilità di camminare attraverso ampi orizzonti esteriori e fondersi con una natura predominante. Sono curioso di vedere se saprò arrendermi a spazi così ampi, perdermi in colori così forti e poi infine ritrovarmi”.

Invece Loreni non si è arreso, ha attraversato la diga che fu inaugurata nel 1931 e passo dopo passo, sospeso tra il cielo e uno specchio d’acqua gleido e profondo cinquanta metri, Loreni, che racconta il suo essere funambolo quasi come una pratica spirituale, è arrivato trionfalmente sull’altra sponda. Tirando simbolicamente quella fune da un capo all’altro, o secondo una sua definizione, per arrivare dall’Alfa all’Omega. Insieme a lui si è esibita Elisa Mutto, acrobata e danzatrice, che ha incantato tutti su un cerchio aereo a 10 metri di altezza.

Nato nel 1975 a Torino, laureato in filosofia teoretica, Andrea Loreni è l’unico funambolo italiano specializzato in traversate a grandi altezze. Nel 1997 inizia a fare teatro di strada, mosso dalla necessità di incontrare, si legge nel suo sito,  “un tipo di verità altra da quella logica e speculativa proposta del pensiero filosofico occidentale”. Dal 2006 si dedica alle camminate su cavo a grandi altezze e grazie al cavo alto, dice,  ha avuto modo di sperimentare quel tipo di verità. L’intuizione dell’assoluto avuta sui cavi alti lo ha avvicinato “alla pratica della meditazione Zen che ha approfondito al monastero Sogen-Ji a Okayama in Giappone, sotto la guida di Shodo Harada Roshi”.

Nel suo percorso di ricerca, Andrea Loreni, racconta di unire “lo Zen e il funambolismo quali strade privilegiate di acceso all’autenticità artistica ed esistenziale”. Loreni ha camminato sopra l’acqua o immerso nel verde delle montagne, per il cinema e la televisione. Ha percorso chilometri su un cavo teso nei cieli di numerose città italiane, tra cui Torino, Bologna, Roma, Venezia, Firenze, Genova, Brescia, Trieste, e all’estero camminando nei cieli della Svizzera, della Serbia, in Israele, in Thailandia e sopra il lago del tempio Sogen-ji in Giappone. Sta lavorando per dare vita anche in Italia ad un centro di ricerca sul funambolismo in collaborazione con la scuola di circo di Torino e l’Università Milano Bicocca. Oggi la sua ultima straordinaria impresa, la camminata “in volo” sulle acque gelide del lago di Ceresole.

Fonte: Repubblica

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