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C’è Said, scappato ragazzino dal Marocco pagando 1500 euro ai trafficanti per attraversare il Mediterraneo e finito sfruttato, picchiato da negozianti italiani tra Napoli e il Veneto, pagato poco e malmenato. C’è Mei, adolescente cinese che non parla italiano chiusa in appartamenti bordello del nord come la nigeriana Mary, che pensava di venire in Italia a fare la badante e si è trovata nelle mani di una maman e ricattata, costretta a vendersi.
 
 A raccontare le loro storie di piccoli schiavi tra il Piemonte la Sicilia, il loro cammino per cambiare vita, per costruirsi una nuova possibilità tra licenza media conquistata da Said, lavori di tessitura e lezioni di cucina, è la decima edizione del rapporto di Save the Children, l’associazione internazionale che da anni si occupa dei minori e che in italia ha numerosi “punti luce”, luoghi di incontro studio e svago nei quartieri difficili. Un dossier pubblicato in occasione della Giornata internazionale contro la tratta di essere umani che fotografa la situazione.

in italia sono migliaia i piccoli schiavi tra prostituzione e lavoro nero - In Italia sono migliaia i piccoli schiavi, tra prostituzione e lavoro nero

Secondo alcune stime, nel mondo sarebbero oltre 40 milioni le vittime di tratta o di sfruttamento, in pratica i nuovi schiavi del terzo millennio. Di loro ben 10 milioni  avrebbero meno di 18 anni. Una realtà ancora nascosta se i casi segnalati sono solo 108mila in 164 paesi, mentre le storie raccolte da associazioni come Save the children raccontano di bambini sfruttati nel mondo del lavoro nero, privati anche del diritto all’educazione, e quindi di una possibilità di cambiare vita, visto che il 10% non ha mai frequentato la scuola e un quarto non è andato oltre la scuola media.

 
In Italia i piccoli schiavi invisibili sono migliaia, solo 2000 quelli con un nome, una storia perché presi in carico dal sistema anti tratta nell’ultimo anno, e mille in questi sei mesi del 2020 di cui si occupa il progetto Vie di uscita di Save the children. Sono all’80% ragazze e il 5% ha meno di 14 anni. Se la nazionalità di origine delle piccole vittime è principalmente nigeriana (87%)  la regione con più casi emersi è la Sicilia (29,8%), seguita da Liguria (14,3%) e Campania (9,3%). Se le ragazze sono soprattutto vittime del mercato della prostituzione, sul fronte del lavoro minorile ci sono 243 casi accertati nel terziario, tra commercio e ristorazione. Ma è probabilmente solo la punta dell iceberg di un mondo sommerso fatto di soprusi dai quali i minori difficilmente riescono a difendersi. Gli altri giovani schiavi restano sconosciuti, nascosti nelle case bordello, nei campi, dietro i banconi e i magazzini con paghe da fame e botte quando capita.  
 

in italia sono migliaia i piccoli schiavi tra prostituzione e lavoro nero 1 - In Italia sono migliaia i piccoli schiavi, tra prostituzione e lavoro nero

Vie di uscita
Per aiutare le ragazzine e i giovani minorenni reclutati da organizzazioni e reti criminali nei loro paesi e poi sfruttati in Italia nel mercato della prostituzione o delle braccia, Save the children ha creato nel 2012 il progetto Vie d’Uscita  dedicato a chi ha tra i 12 e i 24 anni. L’attività comprende attività di rintraccio delle vittime, assistenza sanitaria e legale e percorsi per trovare nuove professioni, accompagnando i ragazzi verso l’autonomia. Nei primi 6 mesi del 2020 sono state intercettate circa mille nuove vittime di tratta e sfruttamento, erano 708 l’anno scorso, e sono state anche attivate misure di sostegno economico diretto per far fronte all’impoverimento diffuso causato dagli effetti dell’emergenza covid-19.
 
Gli effetti del lockdown
Molte vittime di sfruttamento che avevano chiesto aiuto a Save the children o allo Stato e avevano avviato una strada fatta di studio, qualificazione professionale tra lezioni di cucina e lavori nei ristoranti e bar,  si è ritrovata infatti senza lavoro a causa del lockdown. Rischiando di finire nuovamente nelle mani della malavita. “Dalle testimonianze che abbiamo raccolto, sappiamo che per alcuni questo periodo di lockdown ha fatto accrescere la consapevolezza della condizione di sfruttamento vissuta e ha incoraggiato a chiedere un aiuto per uscirne. Ma, purtroppo, in molti altri casi, i trafficanti sono riusciti a modificare rapidamente le forme di sfruttamento sessuale e hanno reso le vittime ancora più isolate e difficilmente raggiungibili”, dice Raffaella Milano, direttrice dei programmi Italia-Europa di Save the Children.
 
 Secondo la Commissione Europea la domanda di materiale pedopornografico sarebbe aumentata durante il lockdown fino al 30% in alcuni Stati dell’unione. Secondo i profili dell’EUROPOL, inoltre, il 30% degli offender che sono in possesso di materiale pedopornografico e attivi negli scambi online e nella darknet è anche coinvolto direttamente nelle azioni di coercizione ed estorsione sessuale che coinvolgono i minorenni. L’arrivo del Covid poi ha avuto un forte impatto sulle giovani vittime di tratta e sfruttamento sessuale in Italia che, stando alle testimonianze degi operatori, sono state esposte a maggiori violenze, costrette ad accettare richieste sempre più spinte e prezzi sempre più bassi dai clienti.

La Help line
Dal 2016, l’Organizzazione ha anche attivato la Help line Minori Migranti per dare sostegno agli under 18 non accompagnati, ma anche a tutti coloro che hanno necessità di ricevere informazioni ad hoc, dai familiari dei minori agli operatori delle strutture di accoglienza, dai volontari ai comuni cittadini. Il servizio, gratuito e multilingue, è attivo dal lunedi al venerdi dalle 10 alle 17 al numero gratuito 800 14 10 16 oppure, per gli utenti Lycamobile, 3512202016.
 

Fonte: Repubblica

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