Condividi:

Il compito del colonnello Paolo Abrate, nuovo Comandante provinciale dei carabinieri di Piacenza – e quello degli ufficiali arrivati in città dopo lo scandalo della caserma Levante, ossia i  nuovi capi del Nucleo investigativo, Lorenzo Provenzano, e del Reparto operativo, Alfredo Beveroni – sarà, in sostanza, uno e uno solo: ricostruire il rapporto di fiducia della città con l’Arma, devastato dalle scorribande violente dell’appuntato Montella e dei suoi uomini.

inchiesta piacenza il nuovo comandante riguadagnare la fiducia della gente - Inchiesta Piacenza, il nuovo comandante: "Riguadagnare la fiducia della gente"

in riproduzione….

“Credo e spero che non sia troppo difficile. Sono qui soltanto da poche ore e ho già ricevuto diversi biglietti e mail. Una, appena arrivata, è di un farmacista. Mi scrive: ‘In questo momento ci sembra doveroso l’affetto, la stima e la gratitudine che portiamo per l’Arma’. Ecco, noi dobbiamo ripartire da questa mail”.

Non sarà facile dimenticare la Levante.
“Nessuno la dimenticherà. Ci saranno le indagini e rimarrà una ferita che fa malissimo a tutti. È stata una cosa che ci ha colpito molto nel nostro cuore e nella nostra intimità”.

Ha già incontrato le istituzioni locali?
“Sì, e ci siamo detti proprio questo. Noi siamo lo Stato, composto da tutte le sue istituzioni che lavorano insieme per il bene comune. Mi sento onorato di essere a Piacenza. Non è semplice ma lo faccio veramente con orgoglio, perché so quanto i miei carabinieri si impegnano, quindi è giusto affrontare a testa alta la nostra quotidianità. Cercheremo di fare del nostro meglio, come sempre”.

Dietro la Levante, secondo l’inchiesta della procura di Piacenza, c’era quella che è stata definita la “fabbrica degli arresti”, che permetteva ai militari di fare carriera. Come si fa ad evitare che la cosa si ripeta?
“Non sono uno che guarda alla statistica, ma al verificarsi dell’evento. Chiederò un intervento adeguato e rispondente al quadro giuridico di riferimento Gli arresti sono disciplinati dal codice di procedura penale, quando uno viola le norme del codice deve essere arrestato, o denunciato. La questione principale è che l’arresto viene fatto per una condotta pericolosa per la società. Il nostro compito è quello. Poi se uno lavora bene, ascolta quello che dicono i cittadini, i risultati vengono di conseguenza”.

Come ha intenzione di operare?
“Il mio obiettivo, personale e dei miei collaboratori, è di riguadagnare la fiducia della gente, giorno per giorno, con i fatti. Io sono stato a Scalea, in Calabria. Poi a Venezia. Ho fatto un’esperienza straordinaria al comando generale e poi ho guidato, fino a ieri, il gruppo di Milano. Ecco, i miei carabinieri, quelli della compagnia di San Donato Milanese, sono quelli che hanno bloccato un terrorista che, dopo aver legato con le fascette i polsi di 51 bambini, stava andando verso Linate per compiere una strage. Chi lo ha fermato, chi ha evitato quella tragedia, erano i carabinieri di una compagnia. La divisa dell’Arma, quella vera, è quella che portano quei carabinieri”.
 

Fonte: Repubblica

Condividi:

Rispondi

Su questo sito Web utilizziamo strumenti di prima o di terzi che memorizzano piccoli file (cookie) sul dispositivo. I cookie vengono normalmente utilizzati per consentire al sito di funzionare correttamente (cookie tecnici), per generare report di navigazione (cookie statistici) e per pubblicizzare adeguatamente i nostri servizi /prodotti (cookie di profilazione). Possiamo utilizzare direttamente i cookie tecnici, ma hai il diritto di scegliere se abilitare o meno i cookie statistici e di profilazione. Abilitando questi cookie, ci aiuti a offrirti un’esperienza migliore. Cookie policy