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incidenti stradali tornano a salire le vittime fra i pedoni - Incidenti stradali: tornano a salire le vittime fra i pedoni

Tornano a salire le vittime fra i pedoni: secondo l'”osservatorio” dell’Asaps, amici polizia stradale, a giugno  sono morti in Italia 24 pedoni, 17 uomini e 7 donne, 22 cittadini italiani e 2 stranieri, in netto aumento rispetto ai dati di maggio 2020, quando morirono 15 pedoni.

“Il ritorno alla vita di tutti i giorni e la riapertura di attività commerciali ed imprenditoriali dopo l’emergenza “coronavirus” – spiega Giordano Biserni, presidente Asaps – ha inciso sulla sicurezza stradale, con un picco di ben dodici decessi tra il 20 e il 30 giugno, in soli dieci giorni. Va ricordato che il dato di giugno 2018 (ultimi dati Aci-Istat rilevati) aveva visto in Italia ben 37 decessi tra gli utenti più deboli della strada. La vittima più giovane in questo mese  aveva solo 14 anni, uccisa per mano di un automobilista a Roma, riusltato positivo alle sostanze stupefacenti. I pedoni più anziani sono risultati due 87enni, investiti a Milano e ad Iglesias in Sardegna. Questi dati sono stati raccolti tra i referenti di ASAPS sul territorio nazionale e dai mass-media, e sono ovviamente parziali (anche se indicativi), in quanto i dati che verranno poi ufficializzati da ACI-Istat terranno conto solo dei decessi avvenuti entro trenta giorni dall’incidente. Sono ben 41 i casi di investimenti di pedoni ricoverati in codice rosso in prognosi riservata, presso gli ospedali di zona, registrati a maggio in Italia”.


In ogni caso non va dimenticato che dall’inizio dell’anno 2020 sono 125 i pedoni morti sulle strade italiane, rispetto ai 275 dell’ultimo dato disponibile del 2018. Il “lockdown” ovviamente ha inciso in modo importante sulla riduzione delle morti di pedoni. Nessun conducente nei 24 sinistri di giugno, comunque era in stato di ebbrezza alcolica (rispetto agli 11 morti a gennaio perché il conducente era stato sorpreso in stato di ebbrezza alcolica e a zero a febbraio, e uno solo a marzo, aprile e maggio), uno era sotto l’effetto di sostanze stupefacenti (rispetto ai 2 del mese febbraio), ma sono stati ancora due i casi di pirateria stradale (un 31enne, ma anche un 87enne), un virus che non scompare sulle strade italiane (rispetto ad esempio ai 6 di gennaio).

“ASAPS vuole fornire uno spaccato della sicurezza stradale in tempo reale in Italia, grazie al proprio unico Osservatorio, partendo proprio dall’utente più debole che è il pedone. Siamo tutti pedoni e vedere che i dati dei decesso sono crollati solo grazie alla pandemia non ci fa dormire sonni tranquilli, considerato che il primo mese senza divieti di movimento tra regioni ha visto il ritorno dei decessi in modo preoccupante, anche sulle strisce pedonali. Non possiamo poi dimenticare gli oltre 40 casi di pedoni ora ricoverati  nelle rianimazioni (in un caso a causa di un guidatore di monopattino) o con disabilità permanenti, che rappresentano un altro dato su cui riflettere. ASAPS non è in grado di comunicare quanti sinistri siano stati causati dalla distrazione, ma quando un automobilista centra in pieno un pedone sulle strisce, luogo “sacro” in materia di sicurezza stradale in tutti gli stati europei, la domanda la poniamo in modo molto forte. Serve perciò una massiccia campagna repressiva contro il cellulare alla guida in questo inizio d’estate, contro gli stakanovisti della messaggistica istantanea alla guida di veicoli, cioè gli utenti più pericolosi sulla strada che annientano gli utenti più deboli, i pedoni –  afferma Giordano Biserni Presidente ASAPS.”

Fonte: Repubblica

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