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102134384 f5fa61dc 55f3 48f2 b6d0 22761e367728 - India, l'Assam chiude le scuole coraniche statali: "Ci servono medici non imam"

Continua la campagna antislamica in India, con il tentativo del partito al potere dal 2014, il Bharatya Janata Party, di rendere il Paese sempre più esclusivamente hindu a scapito delle altre religioni. Il governo dello Stato dell’Assam ha difatti appena approvato una legge per chiudere entro questo aprile 700 scuole coraniche statali. La trasformazione delle madrasse in licei statali laici in uno Stato indiano dove i musulmani sono il 34% della popolazione ha ricevuto un’accoglienza polemica, in quanto appare proprio come un’ulteriore mossa antimusulmana che si somma alle precedenti. Nel 2019, due milioni dei 33 milioni di abitanti dell’Assam si sono visti revocare la cittadinanza con la scusa di una verifica dei documenti anagrafici. L’intento, dichiarato, era di stanare chi era immigrato illecitamente dal vicino Bangladesh, paese musulmano. Il risultato è stato di creare il panico nella popolazione musulmana locale e di quella nell’intera India, con proteste e manifestazioni poi lievitate e riverberate nel resto della nazione, e con la creazione di veri campi di concentramento dove mettere chi non riusciva a trovare i certificati anagrafici.

Il ministro dell’Istruzione dell’Assam, star molto quotata del Bjp, ha cercato di dare una sua interpretazione a questa decisione: “Abbiamo bisogno di più medici, poliziotti, burocrati e insegnanti che provengano dalla minoranza musulmana piuttosto che imam per le moschee,” ha dichiarato Himanta Biswa Sarma. “Convertiremo le madrasse in licei statali perché la formazione di questi istituti religiosi non è in grado di preparare nessuno per il mondo temporale e le sue necessità terrene. Vogliamo laicizzare la scuola e non pagare le scuole religiose con i soldi pubblici. Ce lo chiedono gli studenti stessi!”

Sembrerebbe quasi un convincente e ispirato discorso al servizio della laicità dello Stato, ma il ragionamento viene facilmente smascherato non solo dal fatto che chi lo formula è l’esponente di spicco di un partito fondamentalista religioso di destra, ma anche da una semplice costatazione: le scuole religiose induiste, le “tols” del Sanscrito, non verranno sostitute da licei statali, ma saranno invece trasformate in Istituti per lo Studio della Civiltà indiana, passando da livello di scuola secondaria sotto l’ombrello universitario. Quindi, mentre si impedisce di studiare il Corano negli istituti pubblici, lo studio dell’induismo e dei suoi testi sacri aumenta di prestigio diventando invece facoltà a livello universitario.

“Vogliono solo spazzarci via tutti,” ha commentato Wajed Ali Choudhury, parlamentare musulmano del Congress Party. Gli fa eco il direttore della più grande associazione letteraria dei musulmani di origini bengalesi dell’Assam, Hafiz Ahmed della Char Chapori Sahitya Parishad: “La laicizzazione è solo un pretesto di facciata. Le tols di Stato diventano università, le madrasse pubbliche vengono cancellate per sempre.”

Ma, dopotutto, basterebbe andare a ripescare le entusiaste dichiarazioni dei comizi politici dello stesso ministro dell’Istruzione dell’Assam, stato del Nordest indiano dove, non è un caso, si terranno nuove elezioni proprio in aprile di quest’anno, quando le madrasse statali verranno chiuse. “Siamo a una guerra di civiltà per salvare l’Assam dai musulmani,” ha difatti dichiarato in più di un’occasione il ministro Sarma. Ed ora sta semplicemente attuando una nuova variante delle tante battaglie religiose che non accennano a placarsi in India, come ad esempio le leggi contro i matrimoni tra diversi credi religiosi soprannominata dai fondamentalisti come “Love Jihad”.

Fonte: Repubblica

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