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israele quinta settimana di scontri tra pro e anti netanyahu la polizia usa cannoni ad acqua arresti e feriti - Israele, quinta settimana di scontri tra pro e anti Netanyahu. La polizia usa cannoni ad acqua, arresti e feriti

TEL AVIV – Sono almeno tre gli arresti di manifestanti pro governativi dichiarati questa mattina dalla polizia israeliana con l’accusa di aggressione. Migliaia di persone continuano ormai da cinque settimane a manifestare di fronte alla residenza ufficiale del Primo ministro Benjamin Netanyahu, chiedendo le sue dimissioni per le accuse di corruzione e per la gestione, che definiscono scorretta, della crisi sanitaria dovuta al coronavirus.     Sabato, oltre cinquemila manifestanti si sono radunati in Balfour Street, diventata l’epicentro del movimento di protesta. La folla è stata dispersa con forza dalla polizia nelle prime ore di domenica, con cannoni ad acqua e blindati. All’inizio però la protesta è stata pacifica, come twitta Josh Breiner (@haaretz): “L’atmosfera del festival “Capitale degli Inferi” con musica e costumi. Il grande test sarà dopo le 11, fino ad allora, pace, amore e anti-bibi. Anche l’attore Yossi Marshak è qui: ‘Non ho paura di venire a manifestare. Semmai, temo che se non verrò non avremo un buon futuro in questo Paese”.

Gli arresti

La polizia ha dichiarato che un sostenitore di Netanyahu è stato arrestato per aver spruzzato spray urticante contro un manifestante. L’uomo di 34 anni del sobborgo di Ramat Gan, a Tel Aviv, è rimasto in custodia per tutta la notte. Durante l’interrogatorio ha confessato e si è pentito dell’atto, anche se ha detto che in realtà ha usato liquido per la pulizia dei vetri e non spray al pepe. La sua motivazione era la rabbia per il danno ai simboli del Paese, ha detto, aggiungendo che era stato influenzato dall’odio che viene istigato attraverso i social network. Un secondo manifestante pro-Bibi è stato arrestato con l’accusa di aver accoltellato un manifestante antigovernativo al collo a Sha’ar HaNegev, consiglio regionale nel nord-ovest del Negev, nel distretto meridionale di Israele. Il ferito, Nir Sa’ar, ha detto che stava partecipando alla manifestazione pacifica con diversi amici e le loro famiglie, compresi i bambini, quando sono arrivati cinque veicoli. Ne sono scesi almeno 15 uomini, Sa’ar ha raccontato di essere stato circondato, poi accoltellato al collo. Anche un suo amico è rimasto ferito da un coltello.

Gli scontri fra gruppi pro e contro Netanyhau

Sono stati circa 20 gli attivisti di destra che si sono uniti con una contro-protesta nelle vicinanze. Già giovedì i sostenitori del Primo ministro avevano attirato 200 attivisti Likud e decine di membri della Familia, un’organizzazione estremista di tifosi della squadra di calcio di Beitar Gerusalemme. Sei manifestanti anti-Netanyahu avevano dichiarato di essere stati violentemente aggrediti da membri della Familia. Secondo un testimone: “Tre giovani hanno chiesto al mio amico: ‘Sei con Bibi o contro Bibi?’ Lui non ha risposto e uno di loro ha cominciato a picchiarlo. Poi è venuto davanti a me, mi ha dato un pugno in faccia e a lanciato i miei occhiali lungo la strada”.

Netanyahu su Facebook: “Media bolscevichi”

In un post di Facebook, Netanyahu ha accusato Channel 12 News di aver gonfiato il numero di partecipanti alle proteste contro di lui nei suoi servizi tv, definendolo un “braccio di propaganda spudorata anarchica di sinistra per abbattere il governo di destra e il suo leader”. Ha continuato a scrivere che il canale sta gettando fuoco sulle fiamme delle “proteste politiche organizzate e finanziate da gruppi di sinistra. [Sono] notizie false, gonfiate”. Ha continuato, “Quasi tutti i loro programmi, segmenti e analisi sono utilizzati per la propaganda bolscevica sfrenata contro il Primo ministro”. “E, naturalmente, non dicono nemmeno una parola sulle minacce di uccidere me la mia famiglia”, ha aggiunto.

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Pubblicato da ?Benjamin Netanyahu – ?????? ??????? su Sabato 25 luglio 2020

Secondo il ministro della pubblica sicurezza Amir Ohana le proteste contro Netanyahu devono essere limitate. “Dobbiamo limitare il numero di persone, il luogo, magari cercare di consentirle in uno spazio più aperto”, ha dichiarato a Meet the Press di Channel 12. “Il ministero della Sanità ha affermato che si tratta di un incubatore di coronavirus. Se tutti gli esperti affermano che ciò danneggia i nostri sforzi contro il coronavirus, allora dobbiamo limitarlo”, ha affermato. I rappresentanti della polizia hanno citato una sentenza della Corte suprema e chiariato a Ohana che non è possibile impedire una protesta o richiedere una licenza per attuarla.

5 settimane in piazza: dai Black Flags alla crisi economica

L’ondata di proteste è arrivata alla quinta settimana. I manifestanti chiedono al Primo ministro di dimettersi alla luce delle sue accuse penali per corruzione, frode e violazione della fiducia. Questa particolare ondata di manifestazioni di “Black Flags”, bandiere nere, è iniziata dopo l’arresto del leader della protesta Amir Haskel. A protestare ci sono anche altri movimenti: Black Flags, Crime Minister, Culture Shock, Wake Up Israel e una serie di nuovi gruppi. Questi includono, Women’s March, la Marcia delle donne, e un certo numero di attivisti LGBTQ, tra cui Cock Shock. Si protesta anche al Charles Clore Park di Tel Aviv, ma contro la crisi economica. Qui le manifestazioni si svolgono sotto lo stendardo “Scuotiamolo dalle loro sedie” e gli organizzatori hanno spiegato che non intendono prendere di mira solo il Primo ministro e che vogliono che la manifestazione rimanga apolitica.

Fonte: Repubblica

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