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NEW YORK – Gli Stati Uniti accorrerebbero in difesa di Taiwan e hanno un impegno in questo senso. Lo ha detto il presidente Usa Joe Biden alla Cnn, di fatto esplicitando in maniera inedita la posizione americana. Sulla protezione di quella che Pechino considera una provincia ribelle da riannettere alla madrepatria Washington ha finora tenuto una posizione più sfumata, di protezione cioé, ma senza un obbligo dichiarato di intervento in caso di attacco cinese. La Casa Bianca si è poi affrettata a precisare che “non c’è alcun cambiamento nella politica americana verso Taipei”. 

“Abbiamo un impegno in questo senso”, ha dichiarato Biden ad Anderson Cooper di Cnn che gli aveva chiesto se gli Stati Uniti sono pronti a intervenire in difesa di Taiwan, che negli ultimi mesi è esposta a una pressione crescente da parte di Pechino. La cosiddetta “ambiguità strategica” Usa prevede che gli Stati Uniti forniscano mezzi a Taiwan, ma non consente di chiarire cosa farebbero le forze di Washington in caso di offensiva militare. Un portavoce della Casa Bianca è tornato sulle dichiarazioni del presidente sottolineando come “Washington si opponga a ogni cambiamento alla status quo” e come appunto “non ci sia alcun cambio nella politica verso l’isola”. 

L’ufficio presidenziale taiwanese ha commentato le parole di Biden ribadendo che anche la posizione di Taipei rimane invariata. “Taiwan mostrerà una ferma determinazione nella propria difesa”, ha detto il portavoce della presidente ricordando come il supporto degli Stati Uniti resti “fermo come una roccia”. 

Biden ha anche detto che il mondo non deve aver paura della forza militare americana, perché “Cina, Russia e il resto del mondo sanno che siamo la forza militare più forte nella storia”. “Quello che bisogna temere – ha aggiunto – è che questi si mettano nella posizione di fare errori gravi”. “Non voglio una guerra fredda con la Cina. Io voglio solo che la Cina capisca che noi non facciamo passi indietro, che non cambiamo le nostre idee”. 

La tensione militare tra Cina e Taiwan è al suo picco degli ultimi 40 anni. Recentemente il ministro della Difesa di Taipei ha dichiarato che Pechino sarà in grado di compoere una invasone su vasta scala entro il 2025.

La Cina considera la “questione Taiwan” come il dossier più sensibile sul tavolo nei rapporti con gli Usa. L’ambasciatore di Pechino alle Nazioni Unite ha sottolineato che il suo paese sta cercamdo una “riunificazione pacifica” con Taiwan per rispondere a “tendenze separatiste”. “Non siamo noi a cercare lo scontro – ha aggiunto – al contrario alcuni paesi, gli Stati Uniti in particolare, stanno portando la situazione nello Stretto di Taiwan in una direzione pericolosa. Chiediamo agli Usa di fermarsi: portare Taiwan in guerra in fondo non è nell’interesse di nessuno. Gli Stati Uniti che ci guadagnerebbero?”. 

Fonte: Repubblica

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