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224237982 f2a69b40 3e03 4465 aaa3 ddb97e47acf3 - Korb: “Si rischia lo scontro nucleare. Gli Usa rimonteranno su Mosca e Pechino”

NEW YORK – «È inevitabile e sta già succedendo: lo spazio è sempre stato un teatro del confronto militare, e lo sarà sempre più. Quindi sono indispensabili tre cose: sviluppare le armi necessarie ad essere competitivi; stabilire regole e limiti, anche per evitare scontri accidentali; assicurare la protezione degli usi civili, perché un conflitto nello spazio avrebbe effetti devastanti sulle nostre economie, oltre che sulle vite». Pochi sanno di cosa parlano in questo settore come Lawrence Korb, Senior fellow del Center for American Progress. Ha cominciato la carriera come ufficiale di Marina sugli aerei spia P-3 Orion in Vietnam, poi è stato assistente segretario alla Difesa con Reagan, vivendo al Pentagono le “guerre stellari, e ora lavora per il think tank che consiglia la Casa Bianca.

Cosa è cambiato dagli inizi della sua carriera?

«Non eravamo così dipendenti dallo spazio, per le comunicazioni e tutto il resto, come lo siamo ora. Tutto dipende dai satelliti. La tecnologia poi è migliorata enormemente, con i cinesi in grado di lanciare un vettore che fa il giro del mondo. Quindi abbiamo bisogno di regole, altrimenti l’economia globale rischia il collasso. Qualcuno potrebbe bloccare i satelliti da cui dipendiamo non solo per le comunicazioni, ma per attività cruciali della nostra esistenza, oltre a quelle militari. Poi c’è il pericolo di scatenare una guerra nucleare accidentale, perché qualcuno vede passare un missile ipersonico».

All’epoca del Vietnam come usavate lo spazio?

«Oggi dicono che il missile ipersonico cinese è stato uno “Sputnik moment”, una rivelazione della nostra debolezza. Noi eravamo davvero impegnati nella corsa allo spazio con i sovietici, subimmo la sorpresa dello Sputnik, ma poi fummo i primi ad arrivare sulla Luna. Da allora in poi, nessuno ha davvero militarizzato lo spazio. Ora però lo stiamo facendo, anche perché stanno emergendo i cinesi».

Lei era al Pentagono quando Reagan lanciò le “guerre stellari”.

«Sul piano tecnico non funzionarono, ma psicologicamente ebbero un grande effetto. Loro pensavano che lo scudo avrebbe funzionato, e ciò li spinse a negoziare. Reagan e Gorbaciov arrivarono ad un passo dall’eliminare tutte le armi nucleari».

Non funzionò, ma piegò l’Urss?

«Certo. Con l’apertura degli archivi sovietici abbiamo scoperto che erano convinti che avremmo speso tutti quei soldi e il progetto sarebbe riuscito. Il Pentagono non voleva, ma era un programma del presidente e fummo costretti a farlo». 

Ora ci sono diverse componenti militari.

«E le nostre economie sono molto più dipendenti dallo spazio. C’è un doppio pericolo, per una guerra nucleare accidentale, ma anche per il benessere economico».

Quale equilibrio serve tra uso civile e militare?

«Quando fu scoperta l’energia atomica facemmo la bomba. Ora puoi militarizzare spazio, e se non stabilisci le regole vai sicuramente incontro a guai».Cosa pensa dell’arma appena provata dai russi per distruggere i satelliti?

«Bisogna sviluppare questa capacità».

E i missili ipersonici?

«I cinesi ne hanno appena lanciato uno, possono evadere qualunque difesa missilistica. Tutti saranno costretti a costruirli, e quindi servono regole».

È stato un “momento Sputnik”?

«È stato il momento in cui la Cina ha detto a Usa e Russia: non siete gli unici ad avere una capacità militare spaziale».

Sono avanti?

«No, non credo. Li riprenderemo rapidamente».

Gli Usa restano dominati?

«Certo».

Creare la Forza spaziale è stata una mossa giusta?

«Questi fatti lo dimostrano, le risorse saranno concentrate sullo spazio».

Il rischio guerra è più grande?

«Sì. Noi e i russi siamo meno pericolosi, abbiamo tagliato le testate, lavoriamo insieme. I cinesi sono la wild card, vedremo se sono disposti a fare la stessa cosa».

Biden e Xi devono negoziare un accordo nucleare?

«È necessario, i cinesi stanno riarmando e vogliono essere considerati una grande potenza».

Avremo armi basate nello spazio?

«Ci muoviamo in quella direzione, come deterrenza. Soprattutto i missili basati nello spazio, con cui colpisci ovunque».

La Nasa prepara il ritorno sulla Luna.

«Non avrà un uso militare strategico, ma psicologico e per lo sviluppo delle tecnologie. La corsa è iniziata, non ha confini». 

Fonte: Repubblica

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