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Roma –  Quasi 370.000 tamponi in 24 ore, ma anche 64.000 nuove prime dosi. È la corsa in extremis al Green Pass da oggi necessario per accedere a tutti i luoghi di lavoro, pubblici e privati. Lunghissime file ai gazebo davanti alle farmacie, aziende sanitarie che allungano l’orario di apertura, laboratori di analisi con prenotazioni di test rapidi esaurite per giorni. Ma c’è anche la corsa all’esenzione con medici di famiglia sotto pressione. Già 350.000 i certificati ai quali adesso il ministero della Salute deve assegnare un apposito Qr-code.

Quanti saranno realmente gli italiani che, tra i circa 3 milioni di occupati non vaccinati, oggi non si presenteranno al lavoro per scelta, o per non essere riusciti a fare in tempo il tampone, lo si vedrà solo nelle prime ore della giornata. Ma (tra tamponati, esenti e nuovi vaccinati nell’ultima settimana) il numero potrebbe ridursi anche di un milione. A cui potrebbero aggiungersi i vaccinati con altri farmaci ( lavoratori stranieri, autotrasportatori, edili, badanti, collaboratori domestici) visto che la strada su cui si sta muovendo il governo — come annuncia il direttore generale di Aifa, Nicola Magrini — è quella di un riconoscimento con reciprocità tra Stati. Per gli abitanti di San Marino vaccinati con Sputnik è in arrivo una proroga della deroga al 31 dicembre.

Allerta per le proteste

Sarà comunque una giornata calda, per i probabili disservizi già annunciati, per l’ipotizzato blocco di molte attività ma anche per il rischio di nuove proteste che il Viminale ritiene molto alto. Non tanto per le manifestazioni note e autorizzate da questori e prefetti (a Roma al Circo Massimo, a Bologna in Piazza Maggiore, a Firenze a Santa Maria Novella, a Milano davanti al tribunale) ma per le proteste e gli scioperi a macchia di leopardo dei No Green Pass, creati con l’obiettivo di creare disagi nei servizi e di bloccare le attività produttive. Di «progressiva escalation delle mobilitazioni con ripetuti inviti alla disobbedienza» e di «possibile contrapposizione di gruppi estremisti», parla il capo della polizia Lamberto Giannini nella circolare con la quale invita questori e prefetti ad aumentare la sorveglianza per oggi davanti a porti, aeroporti, ferrovie, snodi autostradali, ingressi di aziende. Dove il tam-tam sui social e sulle chat potrebbe dar vita a picchetti e proteste improvvisate. Agli autotrasportatori stranieri senza Green Pass è consentito arrivare ai luoghi di carico e scarico delle merci ma senza scendere dai mezzi.

Record di Green Pass

Sono 98 milioni quelli emessi dal ministero della Salute, 563.000 in un solo giorno. Di questi 369.000 da tampone e dunque validi solo 48 ore. Dei 2,1 milioni di certificazioni verdi rilasciate a chi è guarito dal Covid negli ultimi sei mesi, si stima che poco meno della metà siano di persone che non si sono poi vaccinate con un’unica dose e possono ancora usufruire del Green Pass a sei mesi.

La corsa ai tamponi

A questo ritmo e con il consistente aumento della capacità messi a disposizioni da farmacie, aziende sanitarie e laboratori di analisi, quota 400.000 è ormai a un passo. Nell’ultimo mese (con l’obbligo di Green Pass per accedere a bar e ristoranti al chiuso, cinema e teatri, palestre e piscine, musei e manifestazioni di ogni genere, la richiesta di test è aumentata del 57 per cento raggiungendo nelle ultime 48 ore numeri che si sono registrati solo nel picco dei contagi. Al momento la capacità dell’Italia di fare tamponi è stimata in un massimo di 600.000.

Corrono le prime dosi

Gli italiani immunizzati sono quasi l’81 per cento, l’85 per cento ha ricevuto almeno una dose. E con la forte ripresa delle prime somministrazioni l’obiettivo del 90 per cento che il governo si è dato come zona di sicurezza non sembra più irraggiungibile. Dalle 25.000 prime dosi di domenica scorsa, il trend settimanale è stato sempre in crescita fino a toccare quota 64.000. Rincuora anche la risposta dei fragili e degli over 60 alla terza dose: sono 460.000, più del 6 per cento della platea a cui è proposta.

Esenti e malati, veri o falsi

C’è poi una non trascurabile fetta di popolazione che il vaccino non lo fa per motivi di salute: allergie, precedenti choc anafilattici, patologie pregresse. I circa 350.000 certificati di esenzione firmati da medici di base, pediatri o medici dei centri vaccinali dovranno essere riemessi dal ministero della Salute con un Qr-code che — come il Green Pass — dà diritto ad accedere a tutti i luoghi in cui è richiesta la certificazione verde. Molti medici di famiglia hanno denunciato pressioni e persino minacce da parte di pazienti che pretendono l’esenzione per aggirare l’obbligo di Green Pass e alcune Procure hanno aperto inchieste su falsi. E si paventa, già la prossima settimana, un aumento di certificati di malattia da parte di lavoratori senza Green Pass per giustificare l’assenza senza perdere il salario.
 

Fonte: Repubblica

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