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In Afghanistan sono 14 milioni le persone che affrontano l’insicurezza alimentare e oltre 3,2 milioni di bambini sotto i cinque anni rischiano di soffrire di malnutrizione acuta entro la fine dell’anno. “Da metà agosto – quando i talebani hanno preso il potere – abbiamo visto questa situazione peggiorare velocemente. Gli aiuti umanitari devono arrivare entro la metà di novembre, altrimenti sarà impossibile fornire assistenza nelle zone in cui è già arrivato l’inverno”. È l’allarme lanciato da Mary-Ellen McGroarty direttrice in Afghanistan del World Food Programme (Wfp), l’agenzia delle Nazioni Unite che si occupa di assistenza alimentare, durante un briefing online da Kabul. “Lavoro con il Wfp da molti anni ma la portata della crisi cui sto assistendo non l’ho mai vista prima”. 

Una corsa contro il tempo per cui occorre “una risposta umanitaria massiccia che sia capace di salvare vite”. La richiesta di McGroarty per affrontare l’incremento di questi dati raccolti dal Wfp è stata lanciata a poche ore dall’inizio del G20 straordinario voluto dalla Presidenza italiana – vertice che anticipa quello in presenza previsto per la fine del mese a Roma – il cui obiettivo è quello di scongiurare il rischio di una catastrofe umanitaria in Afghanistan. “Spero che realizzino la gravità della situazione nel Paese e ciò che sta accadendo al popolo afghano in termini di crisi umanitaria e con questa consapevolezza finanzino la risposta necessaria, non solo entro la fine dell’anno ma oltre”, ha spiegato la direttrice. 

È il presidente del consiglio Mario Draghi a condurre lo scambio online fra i capi di Stato e di governo ai quali si affiancano diverse organizzazioni internazionali tra cui l’Onu, la Banca Mondiale e il Fondo Monetario Internazionale. L’Unione europea è rappresentata dai presidenti Charles Michel e Ursula Von der Leyen. Il premier, i leader e gli esponenti governativi lavoreranno insieme per affermare principi condivisi e stabilire le linee d’azione per un impegno comune.

Secondo la direttrice in Afghanistan del Wfp, “la crisi economica sta avendo eco in ogni aspetto della vita per gli afghani quindi abbiamo bisogno anche di soluzioni macroeconomiche che permettano ai servizi di base di continuare a funzionare, l’economia è il motore del Paese per proteggere la popolazione”.  Da agosto milioni di persone hanno perso il lavoro e non riescono a trovarne uno nuovo, le attività commerciali sono fallite, le banche restano chiuse per giorni e i prezzi del cibo stanno aumentando. “Le persone stanno lottando per riuscire a nutrirsi”, ha raccontato McGroarty, per questo motivo l’agenzia delle Nazioni Unite ha esortato i leader mondiali e le organizzazioni internazionali “a tendere una mano di speranza, di assistenza al popolo afghano”.

Fonte: Repubblica

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