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191613158 249332f0 44c4 4a1a 8475 f07a11401718 - La Francia ricorda Paty, l'insegnante decapitato un anno fa. Macron: "Un eroe tranquillo"

PARIGI – La Francia rende omaggio all’insegnante Samuel Paty, decapitato un anno fa da un giovane islamista ceceno per aver mostrato vignette di Maometto in classe. Paty, 47 anni, era stato ucciso in una strada vicino alla sua scuola a Conflans-Sainte-Honorine, una tranquilla cittadina della regione di Parigi, mentre tornava a casa. Diverse cerimonie sono previste oggi per ricordare quello che Emmanuel Macron ha descritto come un “eroe tranquillo” della Repubblica francese. La famiglia dell’insegnante di storia sarà ricevuta dal capo di Stato all’Eliseo. “Mio fratello cercava un modo per far pensare la gente”, ha detto una delle sorelle dell’insegnante. Mostrare le vignette del profeta Maometto, le stesse che furono la causa dell’attacco alla redazione di Charlie Hebdo nel 2015, doveva essere per l’insegnante “il punto di partenza di un dibattito”, ha aggiunto la sorella di Paty.

A Parigi davanti all’università della Sorbona sarà inaugurata una piazza con il nome del professore di storia mentre il sindaco di Conflans svelerà un monumento in forma di libro. Già ieri un minuto di silenzio è stato osservato in tutte le scuole francesi, con dibattiti organizzati sulla laicità e la libertà di espressione. “Celebrare la sua memoria significa celebrare la Libertà, la Repubblica e la Scuola” ha detto il ministro dell’Istruzione, Jean-Michel Blanquer.

Paty era finito in un terribile ingranaggio di polemiche diffuse in rete dopo la sua lezione in cui parlava della vignette di Charlie Hebdo. L’assassino, un rifugiato ceceno di 18 anni, aveva intercettato il suo nome sui social e si era presentato davanti all’istituto, offrendo dei soldi ai giovani studenti per mostrargli chi era l’insegnante. Il killer Abdullakh Anzorov era stato ucciso dalla polizia poco dopo. Quindici persone sono attualmente indagate per aver partecipato indirettamente e per aver indicato il professore come bersaglio da colpire. Al centro dell’inchiesta c’è il padre di un alunna di Paty che aveva per primo denunciato il professore sui social.

L’attacco era avvenuto in un contesto di dibattiti tesi sulla legge contro il separatismo, poi adottata a luglio, rivolta principalmente contro il radicalismo islamico. Il discorso pronunciato un anno fa da Macron per ricordare Paty, nel quale il capo di Stato rivendicava il diritto a caricaturare qualsiasi religione, aveva scatenato proteste anti-francesi in diversi paesi a maggioranza musulmana, con cortei in piazza durati per giorni.

Un anno dopo, l’emozione è ancora forte per i professori che devono insegnare la libertà di espressione e la laicità. “Non dimenticheremo mai quello che è successo, non dimenticheremo mai che è morto”, commenta Christine Guimonnet, segretario generale dell’associazione degli insegnanti di storia e geografia. Molti professori dicono di non avere paura, ma alcuni ammettono di autocensurarsi e di fare ormai lezione in modo diverso. Uno dei colleghi di Paty nel liceo di Conflans ha deciso di lasciare l’insegnamento dopo l’attentato. 

Fonte: Repubblica

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