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la gran bretagna vara sanzioni per violazione dei diritti umani - La Gran Bretagna vara sanzioni per violazione dei diritti umani

LONDRA. Puniti ministri russi e funzionari sauditi per la morte dell’avvocato Sergeij Magnitsky e del giornalista Jamal Khashoggi, ma anche militari birmani e i ministri responsabili delle prigioni nordcoreane. Sono le prime sanzioni individuali del Regno Unito post Brexit, o della “Global Britain” come dicono il governo Johnson e il ministro degli Esteri Dominic Raab, oggi in Parlamento a Westminster per inaugurare questo “nuovo corso” di Londra: “Abbiamo individuato 49 persone e organizzazioni responsabili di alcuni dei peggiori abusi dei diritti umani della storia recente”, ha detto Raab alla Camera dei Comuni, “è la dimostrazione che la Global Britain ha un impegno chiaro di fare del bene nel mondo in futuro. Cleptocrati e criminalità organizzata non potranno più spendere il loro denaro insanguinato qui in Regno Unito”.
 
Le nuove sanzioni, che si basano prevalentemente sul congelamento di visti, affari e asset di individui e organizzazioni nel mirino di Londra, ricalcano il modello del cosiddetto “Magnitsky Act” americano, varato dal presidente Barack Obama nel 2012 in seguito alla morte dell’avvocato russo Sergeij Magnitsky il 16 novembre 2009 in un carcere di Mosca dopo aver rivelato diversi casi di truffa e corruzione nel cuore dell’apparato di Stato russo. Non a caso, il ministro Raab, dopo l’annuncio in Parlamento, ha incontrato la vedova Magnitsky, Natalia, il figlio Nikita e uno dei principali difensori della sua causa, il finanziere britannico Bill Browder.
 

In tutto, sono 25 i cittadini russi colpiti da sanzioni, perché coinvolti nel caso Magnitsky, altri venti sauditi perché secondo Londra coinvolti nell’omicidio del giornalista Jamal Khashoggi, critico del regime saudita del principe ereditario Mohammed Bin Salman, nel consolato di Riad a Istanbul il 2 ottobre 2018. E poi due generali del Myanmar responsabili di “gravi e brutali violenze” nei confronti della minoranza musulmana dei Rohingya e infine due ministeri nordcoreani “organizzatori dei gulag” nella dittatura totalitaria di Kim Jong-un.
 
Tra questi spuntano Aleksey Vasilyevich Anichin, già viceministro all’interno di Mosca e capo della Commissione investigativa coinvolta nelle torture a Magnitsky durante la sua detenzione; Oleg Silchenko, investigatore della stessa Commissione del Ministero dell’Interno russo, che con le sue decisioni “ha contribuito significativamente alla morte dello stesso Magnitsky”. 
 
Per l’Arabia Saudita, invece, colpiti dalle sanzioni Ahmed Hassan Mohammed Al Asiri, vicecapo dei servizi segreti di Riad che avrebbe organizzato l’agguato al giornalista Khashoggi mandando 15 dei suoi uomini in Turchia; Saud Al Qahtani, consigliere del principe ereditario Mohammed Bin Salman; il medico legale Salah Muhammed Al Tubaigy “determinante nell’insabbiamento delle prove dell’omicidio”, insieme ai militari e 007 sauditi Mustafa Mohammed Al MadaniNaif Hassan Al Arifi e Mansour Othman Abahussain che “hanno partecipato materialmente all’uccisione di Khashoggi”. Nella lista nera anche Min Aung Hlaing, comandante in capo delle forze armate birmane e l’altro generale Soe Win
 
Si tratta di sanzioni individuali, e non su base nazionale, che il Regno Unito ha iniziato oggi ad applicare unilateralmente dopo l’uscita ufficiale dall’Ue. Sinora Londra lo aveva sempre fatto come parte dell’Ue o sotto l’egida dell’Onu. Ora però, dopo la Brexit ufficializzata lo scorso 31 gennaio (ma che si concretizzerà definitivamente il prossimo 31 dicembre), il Regno Unito ha implementato una sua versione del Magnitsky Act americano, che permette di decidere sanzioni su base individuale contro soggetti colpevoli di violazioni di diritti umani, congelando i loro beni e negando loro di fare affari e riciclare denaro o risorse in Regno Unito.Fonte: Repubblica

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